Anac afferma che “al fine di evitare possibili interferenze con il principio di cui all’articolo 10 del codice – principio di tassatività delle cause di esclusione n.d.r. – si è scelto di considerare il pagamento del contributo in esame quale condizione di ammissibilità dell’offerta, nel senso che la mancata presenza della prova del pagamento del contributo non consente di valutare l’offerta. Siffatta opzione è aderente alla previsione di cui all’articolo 1, comma 67, della legge n. 266/2005 e, altresì, risulta coerente con gli ultimi arresti della giurisprudenza (Consiglio di Stato, Sez. III, 03/02/2023, n. 1175)”.
Ha quindi espressamente avallato la ricostruzione interpretativa di cui alla citata sentenza del Consiglio di Stato n. 1175/2023 che ritiene regolarizzabile attraverso il soccorso istruttorio l’omesso pagamento del contributo di cui trattasi. Del pari, sempre l’Anac, nell’approvare il predetto bando tipo con delibera n. 309 del 27 giugno 2023, all’art. 12 ha previsto che: “Il pagamento del contributo è condizione di ammissibilità dell’offerta. Il pagamento è verificato mediante il FVOE.
In caso di esito negativo della verifica, è attivata la procedura di soccorso istruttorio. In caso di mancata
regolarizzazione nel termine assegnato, l’offerta è dichiarata inammissibile”. Si ritiene quindi che, anche
in forza degli adottati dalla stessa Anac, possa affermarsi che il mancato pagamento del contributo è
sanabile mediante soccorso istruttorio. L’inammissibilità dell’offerta consegue al mancato versamento
dello stesso nei termini indicati nel soccorso istruttoria dalla Stazione appaltante…”.