LA POLITICA DI COESIONE IN ITALIA

LA POLITICA DI COESIONE IN ITALIA

Con la politica di sviluppo regionale, l’UE persegue obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale, al fine di ridurre i divari tra le regioni degli Stati membri.
Tali finalità sono realizzate mediante cicli di programmazione di 7 anni delle politiche di coesione nazionali, regolati da Accordi di partenariato stipulati tra l’Unione europea e i singoli Stati membri secondo regole condivise. Sulla base di tali Accordi, gli Stati ricevono risorse finanziarie dei Fondi strutturali, cui si affianca, per il principio di addizionalità il cofinanziamento nazionale. Ai Fondi europei di coesione si aggiungono in Italia le risorse nazionali del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e della Programmazione complementare (POC).

Il presente documento dà conto dei dati più significativi relativi allo stato di attuazione della programmazione per il periodo 2014-2020, in scadenza il prossimo 31 dicembre 2023, sulla base dei monitoraggi effettuati dalle strutture governative.
Dall’analisi dei dati emerge una situazione caratterizzata da ritardi e criticità nell’attuazione degli obiettivi della politica di coesione.
L’Italia, pur collocata al secondo posto tra i Paesi UE in termini di risorse finanziarie assegnate a valere sui Fondi Strutturali, si colloca al penultimo posto in termini di attuazione finanziaria, con una percentuale di spesa pari – secondo i dati della Commissione europea al 31 dicembre 2022 – a circa il 60% del programmato, contro una media europea dell’80%.

Guardando ai Fondi Strutturali di cui beneficia l’Italia (FESR e FSE), i dati della Ragioneria generale dello Stato evidenziano, al 30 aprile 2023, una percentuale di avanzamento finanziario pari a circa il 60,9% delle risorse programmate.
Su oltre 65,8 miliardi di risorse del ciclo 2014-2020, al 30 aprile 2023 risulta ancora una spesa da realizzare pari a 25,8 miliardi. Tale spesa dovrà essere effettuata entro il 31 dicembre 2023, data di chiusura della programmazione 2014-2020, per scongiurare la perdita delle relative risorse.
Guardando ai singoli Programmi Operativi Regionali, si registra, inoltre, un ritardo significativo delle regioni meno sviluppate e di quelle in transizione.

Con riguardo alle sole risorse nazionali, il monitoraggio più recente dell’avanzamento finanziario dei Piani sviluppo e coesione segnala, al 30 aprile 2023, una percentuale pari a poco più del 26,7%, mentre quella relativa alla Programmazione complementare – con data di scadenza al 31 dicembre 2026 – si attesta di poco sopra il 9%.
Per il nuovo ciclo di programmazione 2021-2027, le risorse a disposizione dell’Italia ammontano a circa 75 miliardi a valere sui Fondi strutturali europei (42 miliardi di risorse europeee 32 miliardi di cofinanziamento nazionale) e ulteriori 75 miliardi di risorse nazionali del FSC.
Sull’attuazione della programmazione 2021-2027 incideranno, da un lato, la sempre più stretta integrazione tra la programmazione delle politiche di coesione e quella del PNRR, dall’altro, la riforma della governance della politica di coesione attuata con il decretolegge n. 13 del 2023, convertito dalla legge n. 41 del 2023.

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