I SOGGETTI PRIVI DI SCOPO LUCRATIVO NON COSTITUISCONO SOGGETTI IN HOUSE

CODICE APPALTI 2023 – I COSTI DELLA MANODOPERA SONO RIBASSABILI DAL CONCORRENTE

In ordine al primo motivo di ricorso, l’art. 41, comma 14, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, prevede che “nei contratti di lavoro e servizi, per determinare l’importo posto a base di gara, la stazione appaltante o l’ente concedente individua nei documenti di gara i costi della manodopera secondo quanto previsto dal comma 13. I costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall’importo assoggettato a ribasso. Resta ferma la possibilità per l’operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo
dell’importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale”.

Come condivisibilmente e concordemente osservato dalle parti resistenti e della controinteressata, questa norma deve essere interpretata in maniera coerente con:

  • l’articolo 108, comma 9, del d.lgs. n. 36 del 2023, che prescrive al concorrente
    di indicare nell’offerta economica, a pena di esclusione, i costi della
    manodopera, oltre agli oneri di sicurezza aziendali;
  • l’art. 110, comma 1, del d.lgs. n. 36 del 2023, ai sensi del quale “Le stazioni
    appaltanti valutano la congruità, la serietà, la sostenibilità e la realizzabilità della migliore
    offerta, che in base a elementi specifici, inclusi i costi dichiarati ai sensi dell’articolo 108,
    comma 9, appaia anormalmente bassa. Il bando o l’avviso indicano gli elementi specifici ai
    fini della valutazione”.

Se ne deduce che i costi della manodopera sono assoggettabili a ribasso, come è del resto precisato dall’ultimo periodo del comma 14, dell’art. 41 citato, secondo cui: “Resta ferma la possibilità per l’operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell’importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale”.

Se, infatti, il legislatore avesse voluto considerare tali costi fissi e invariabili, non avrebbe avuto senso richiedere ai concorrenti di indicarne la misura nell’offerta economica, né avrebbe avuto senso includere anche i costi della manodopera tra gli elementi che possono concorrere a determinare l’anomalia
dell’offerta. Inoltre, la tesi sostenuta dal ricorrente, dell’inderogabilità assoluta dei costi della manodopera individuati dalla stazione appaltante, determinerebbe un’eccessiva compressione della libertà d’impresa, in quanto l’operatore economico potrebbe dimostrare ad esempio che il ribasso è correlato a soluzioni innovative e più efficienti, oppure, soprattutto in ipotesi di appalto di servizi, come quello di cui si discute, alla sua appartenenza ad un comparto, per il quale viene applicato un CCNL diverso da quello assunto come riferimento dalla stazione appaltante.

TAR Toscana, sez. IV, 29.1.2024 n. 120

Giugno 2024

lunedìmartedìmercoledìgiovedìvenerdìsabatodomenica
27 Maggio 2024
28 Maggio 2024
29 Maggio 2024
30 Maggio 2024
31 Maggio 2024
1 Giugno 2024
2 Giugno 2024
3 Giugno 2024
4 Giugno 2024
5 Giugno 2024
6 Giugno 2024
7 Giugno 2024
8 Giugno 2024
9 Giugno 2024
10 Giugno 2024
11 Giugno 2024
12 Giugno 2024
13 Giugno 2024
14 Giugno 2024
15 Giugno 2024
16 Giugno 2024
17 Giugno 2024
18 Giugno 2024
19 Giugno 2024
20 Giugno 2024
21 Giugno 2024
22 Giugno 2024
23 Giugno 2024
24 Giugno 2024
25 Giugno 2024
26 Giugno 2024
27 Giugno 2024
28 Giugno 2024
29 Giugno 2024
30 Giugno 2024