AREA TRIBUTI
L’Ufficio Tributi gestisce la riscossione, l’accertamento e il controllo delle imposte locali (IMU, TARI, Canone Unico, ecc.) ed è uno snodo fondamentale nel rapporto tra amministrazione e cittadino.
La corretta gestione delle entrate locali, e in particolare la completa e tempestiva riscossione delle stesse, costituisce una condizione essenziale per l’esistenza e la capacità di amministrazione dell’Ente, oltre che un preciso obbligo di legge e una fonte diretta di responsabilità per gli organi politici e gestionali. Negli ultimi esercizi, all’aumento dell’importanza delle entrate proprie rispetto ai trasferimenti erariali, ha corrisposto un rafforzamento della disciplina sulla rilevazione contabile delle riscossioni, dei crediti e degli accertamenti, con un’attenzione crescente da parte degli organi di controllo.
Le regole della contabilità armonizzata hanno imposto una codificazione puntuale delle tipologie e delle categorie di entrata, mentre la costituzione e la progressiva estensione del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) hanno inciso in modo rilevante sulla determinazione dei bilanci comunali, condizionando le capacità di spesa e, conseguentemente, le scelte di amministrazione. Parallelamente, le norme in materia di gestione dei residui attivi e passivi sono divenute più stringenti e sono oggetto di accurata verifica nelle attività di controllo, anche in relazione alla coerenza tra residui iscritti, azioni di recupero effettivamente intraprese e livello degli accantonamenti al FCDE.
LA LEGGE FINANZIARIA 2026
A partire dal 2026 questo quadro evolve ulteriormente per effetto delle disposizioni contenute nella Legge di bilancio 2026, che interviene sia sul versante della riscossione coattiva delle entrate locali, sia sulle modalità di calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità. In particolare:
Nuova modalità di calcolo “dinamica” del FCDE
L’articolo 1 commi da 659 a 662 della Legge finanziaria 2026 (legge 199/2025) dedicato al Fondo crediti di dubbia esigibilità introduce una modalità di calcolo “dinamica”, che premia gli enti in grado di dimostrare un miglioramento strutturale della propria capacità di riscossione. In sintesi, per gli enti che attivano un formale progetto pluriennale di miglioramento della riscossione e che registrano un incremento significativo del rapporto tra incassi e accertamenti rispetto alla media degli esercizi precedenti, diventa possibile determinare l’accantonamento al FCDE sulla base dell’indicatore di riscossione dell’ultimo rendiconto, in deroga alla tradizionale media quinquennale o triennale.
La nuova disciplina si applica inizialmente in sede di assestamento del bilancio 2026, sulla base dei dati del rendiconto 2025, per entrare poi a regime con i bilanci di previsione 2027‑2029 e successivi, con modalità dettagliate che saranno definite con appositi atti della Ragioneria generale dello Stato. Per accedere al regime agevolato di determinazione del FCDE, l’ente dovrà documentare l’adozione di un progetto almeno triennale di potenziamento della riscossione, il rispetto di specifiche condizioni di regolarità contabile e l’effettivo miglioramento degli indicatori di cassa, monitorati anche attraverso la BDAP e gli altri strumenti informativi ministeriali.
Capacità di riscossione e affidamento obbligatorio ad AMCO
La capacità di riscossione degli enti locali, misurata attraverso indicatori standardizzati che rapportano le somme effettivamente incassate alle somme da riscuotere, diventa un parametro decisivo ai fini della possibilità di mantenere la gestione autonoma della riscossione coattiva. La Legge di bilancio 2026, modificando il quadro vigente, prevede infatti che gli enti che presentano, al termine dei contratti di affidamento in essere, una percentuale di riscossione in conto residui delle entrate tributarie ed extratributarie inferiore ad una soglia minima che sarà definita con apposito decreto ministeriale, siano tenuti ad affidare la riscossione coattiva delle proprie entrate ad AMCO, la società del Tesoro specializzata nella gestione dei crediti deteriorati.
AMCO assume, in tale assetto, il ruolo di “riscossore di ultima istanza” per gli enti con scarsa capacità di recupero, affiancandosi e, nei casi indicati dalla legge, sostituendosi alle attuali opzioni (Agenzia delle Entrate‑Riscossione, concessionari ex articolo 53 del decreto legislativo 446/1997, società in house, gestori del servizio rifiuti). Il mancato raggiungimento degli standard minimi di riscossione non comporta soltanto la perdita di autonomia sull’organizzazione del servizio, ma incide anche sulla programmazione finanziaria, sulla gestione dei residui attivi e sul rapporto con i contribuenti locali.
Definizione agevolata delle entrate locali.
In questo ambito di azione risulta ulteriormente importante la importante innovazione normativa sulla possibilità, rimessa agli Enti, di regolamentare una propria definizione agevolata dei crediti tributari e non tributari.
L’articolo 1 comma 102 e seguenti della legge 199/2025 consente infatti ai Comuni di definire una propria regolamentazione che consenta ai contribuenti di adempiere ai diversi debiti con il beneficio di una riduzione o eliminazione delle somme accessorie, contestualmente dando al Comune l’utilità di una immediata e più sicura riscossione.
La nuova disciplina ha una grande portata innovativa, una significativa complessità di ideazione e realizzazione sia regolamentare che operativa, dischiude delle evidenti opportunità di bilancio e di miglioramento della gestione, anche alla luce di quanto sopra detto.
Alla luce di tali novità, diventa ancora più importante procedere ad una analisi approfondita della situazione dell’Ente, sia sul piano della rilevazione contabile sia sul piano operativo, al fine di:
- cogliere le opportunità di riduzione del FCDE previste per gli enti che migliorano la propria capacità di riscossione
- programmare una riduzione dei residui e realizzare un piano di miglioramento ed accelerazione della riscossione anche in maniera non conflittuale con i contribuenti.
- prevenire il rischio di ricadere nelle condizioni che determinano l’obbligo di affidamento ad AMCO;
Gli elementi da esaminare e programmare, strettamente interdipendenti fra loro, sono in particolare:
- la qualità e l’attendibilità delle rilevazioni contabili (accertamenti, residui, incassi);
- il livello corrente di capacità di riscossione, distinto per tipologie di entrata (tributarie, extratributarie, patrimoniali, sanzioni);
- l’assetto organizzativo e operativo dell’attività di accertamento e riscossione, sia spontanea sia coattiva.
- i risultati raggiungibili con una innovazione regolamentare (da elaborare) e con un miglioramento operativo
Un percorso di valutazione, programmazione ed esecuzione efficace richiede competenze specialistiche sulla contabilità armonizzata, sulla disciplina del FCDE e sulla gestione operativa dei processi di accertamento, sollecito, recupero coattivo, definizioni agevolate e stralcio dei crediti non più esigibili.
In questo quadro, Logos PA propone un servizio di supporto integrato, modulabile sulle dimensioni e sulle criticità specifiche dell’Ente.
ESPERIENZE
Da venti anni la Fondazione offre alla P.A. le proprie esperienze e professionalità, attraverso studi, ricerche, progetti e formazione in materia di privacy, performance, anticorruzione e trasparenza, personale e pubblico impiego, appalti e contratti, finanza agevolata, concorsi, contabilità pubblica e partecipate, tributi, sanità.
In questi anni la Fondazione, attraverso i contributi dei partecipanti istituzionali, ha supportato oltre 1.000 amministrazioni, contribuendo alla valorizzazione del loro Territorio e delle loro Risorse.