Nelle procedure di gara capita spesso che un concorrente compili il Documento di Gara Unico Europeo (DGUE) in modo impreciso o contraddittorio sulla parte relativa al subappalto.
Il problema diventa delicato quando il subappalto è “necessario”, cioè quando l’operatore non possiede in proprio la qualificazione richiesta per una categoria di lavori e deve affidarla a un subappaltatore qualificato per poter partecipare.
In questi casi ci si chiede se una risposta errata nel DGUE comporti automaticamente l’esclusione dalla gara o se la stazione appaltante possa rimediare attraverso il soccorso istruttorio. La giurisprudenza amministrativa ha offerto indicazioni precise su questo punto, fissando anche i limiti entro cui la rettifica è ammessa.
Subappalto ordinario e subappalto necessario
Il subappalto ordinario è una scelta organizzativa dell’impresa. Il concorrente possiede tutte le qualificazioni richieste, ma decide di affidare a terzi una parte delle prestazioni.
Il subappalto necessario, detto anche qualificante, ha invece una funzione diversa. Il concorrente non possiede la qualificazione per una determinata categoria e ricorre al subappalto proprio per colmare questa carenza. La dichiarazione di subappalto diventa quindi un elemento indispensabile per la partecipazione, perché senza di essa l’operatore non avrebbe i requisiti per concorrere.
Proprio per questo la corretta ricostruzione della volontà del concorrente assume un rilievo decisivo.
L’errore nel DGUE non comporta l’esclusione automatica
Secondo l’orientamento in esame, una risposta errata nel DGUE non determina di per sé l’esclusione dalla gara. Questo vale quando la documentazione presentata entro il termine di scadenza delle offerte mostra già in modo chiaro la volontà dell’operatore di ricorrere al subappalto necessario.
Il punto decisivo è che la volontà del concorrente deve già risultare dagli atti di gara. La stazione appaltante non deve interpretare in modo creativo le intenzioni dell’operatore, ma deve riconoscere una scelta che emerge in modo oggettivo dal complesso della documentazione depositata nei termini.
Il DGUE va letto nel suo insieme
Il DGUE non richiede necessariamente una formula che distingua in modo espresso il subappalto ordinario da quello necessario. La natura della dichiarazione va quindi ricostruita leggendo insieme tre elementi: la categoria di lavori indicata per il subappalto, la quota che il concorrente intende subappaltare e le qualificazioni che il concorrente possiede.
Se, per esempio, un’impresa dichiara di voler subappaltare una categoria per la quale non risulta qualificata, e indica una quota coerente con questa esigenza, il significato della dichiarazione emerge chiaramente anche in assenza di una dicitura specifica sul subappalto “necessario”. Un’eventuale casella compilata in modo contraddittorio non può prevalere su un quadro complessivo che rende evidente la scelta del concorrente.
I limiti del soccorso istruttorio
Il soccorso istruttorio, disciplinato dall’art. 101 del D.lgs. n. 36/2023, serve a chiarire e integrare la documentazione, non a riscrivere la partecipazione. Può essere usato per chiarire una dichiarazione che esiste già ma è contraddittoria. Non può invece servire a formare una scelta partecipativa del tutto nuova né a modificare il contenuto dell’offerta.
Di conseguenza, la rettifica è legittima solo quando si limita a eliminare un’incongruenza di compilazione. Diventa invece inammissibile se introduce una categoria di subappalto diversa da quella originariamente indicata, se aumenta la percentuale di subappalto dichiarata o se consente al concorrente di ottenere una qualificazione che prima non possedeva. In tutti questi casi il soccorso istruttorio altererebbe la par condicio tra i concorrenti, perché permetterebbe a un operatore di modificare la propria posizione dopo la scadenza del termine.
Conclusioni operative
Per le stazioni appaltanti la regola pratica è chiara. Davanti a un DGUE compilato in modo contraddittorio sul subappalto, prima di escludere il concorrente bisogna verificare se la volontà di ricorrere al subappalto necessario emerge già dalla documentazione presentata nei termini, leggendo insieme categoria, quota e qualificazioni. Se è così, si può attivare il soccorso istruttorio per eliminare l’incongruenza.
Occorre però controllare con rigore che la rettifica resti un semplice chiarimento. Nessuna nuova categoria, nessun aumento della quota e nessun requisito acquisito dopo la scadenza.
Per gli operatori economici, invece, resta fondamentale compilare il DGUE con attenzione e rendere la documentazione di gara coerente in ogni sua parte, così da non affidare la propria partecipazione all’interpretazione della stazione appaltante.