La sentenza ha riaffermato che la buona fede del dipendente pubblico che riceve un pagamento indebito non giustifica la ritenzione del denaro.
Il pagamento indebito deve essere restituito, anche nelle transazioni con la Pubblica Amministrazione. La buona fede del ricevente è rilevante solo per determinare le modalità di restituzione, che non devono gravare eccessivamente sulla sua situazione patrimoniale.
In passato, l’indebito non era sempre ripetibile se il solvens era un ente pubblico, ma questa impostazione è stata superata. La privatizzazione del pubblico impiego ha contribuito a questo cambiamento.