Presentato il Rapporto di ANCI, Dipartimento per la trasformazione digitale e Banca d’Italia: tre Comuni su quattro giudicano adeguate le dotazioni tecnologiche, ma un ente su quattro ha subito un attacco informatico con disservizi. Le competenze restano il vero collo di bottiglia.
Infrastrutture in gran parte rinnovate, servizi online in crescita, un’attenzione nuova all’intelligenza artificiale. E, accanto, i nodi di sempre: competenze tecniche, integrazione dei sistemi, sicurezza informatica e capacità organizzativa. È la fotografia restituita dal Rapporto «Mappa dei Comuni digitali», realizzato da ANCI, Dipartimento per la trasformazione digitale e Banca d’Italia, presentato a Roma nella sede della Banca d’Italia e reso noto dall’ANCI con una notizia del 4 novembre 2026.
La rilevazione si basa su un questionario somministrato nel terzo trimestre del 2025, a cui hanno risposto 4.177 Comuni, pari al 52,9% del totale. Un campione ampio, che consente di leggere non solo i valori medi, ma anche le differenze tra enti di dimensioni diverse.
INFRASTRUTTURE PRONTE, SICUREZZA ANCORA FRAGILE
Sul fronte tecnologico il quadro è incoraggiante. Il 75% dei Comuni considera adeguate le proprie dotazioni e circa tre enti su quattro hanno avviato la dismissione dei server locali, passo essenziale verso il cloud e verso servizi più affidabili e più facili da aggiornare.
Il rovescio della medaglia è la sicurezza. Un Comune su quattro ha dichiarato di aver subito, nel corso del 2024, almeno un attacco informatico che ha provocato disservizi. Non si tratta di tentativi respinti, ma di attacchi andati a segno, con effetti sui servizi ai cittadini. Il dato dice che la trasformazione digitale, senza un investimento parallelo in sicurezza, sposta il rischio invece di ridurlo.
PROCESSI DIGITALI: IL FASCICOLO È A METÀ STRADA
Oltre la metà dei Comuni utilizza applicativi gestionali dedicati per i procedimenti amministrativi, con valori prossimi al 100% nei servizi demografici e tributari, dove l’integrazione con le banche dati nazionali ha spinto da tempo verso il digitale.
Più differenziata la situazione della fascicolazione digitale. Il 27% dei Comuni la utilizza per tutte le pratiche, il 46% solo per alcune tipologie di procedimento. È il segnale di una transizione incompiuta: documenti digitali, ma organizzati spesso ancora con logiche cartacee, con il rischio di archivi frammentati e pratiche difficili da ricostruire.
SERVIZI AI CITTADINI: PIÙ OFFERTA, PIÙ ACCOMPAGNAMENTO
I servizi di edilizia, urbanistica e scuola risultano fruibili online in oltre la metà dei Comuni coinvolti. In circa un terzo degli enti è possibile seguire digitalmente lo stato di avanzamento delle pratiche: un servizio semplice in apparenza, ma che richiede processi interni già digitalizzati.
Cresce anche l’attenzione all’inclusione: i Comuni che promuovono iniziative per accompagnare i cittadini nell’uso dei servizi digitali passano dal 53% al 62%. Un dato importante, perché un servizio online che una parte dei cittadini non riesce a usare rischia di allargare le distanze invece di ridurle.
PNRR E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA SFIDA DELLA CONTINUITÀ
Con gli investimenti del PNRR in fase di chiusura, la domanda è cosa resterà. Secondo il Rapporto, l’83% dei Comuni ha programmato la continuità di almeno un intervento finanziato dal Piano, con l’obiettivo di proseguire le attività oltre la fase di investimento. Resta da capire con quali risorse: piattaforme, licenze e servizi attivati con i fondi europei hanno costi di gestione che ricadranno sui bilanci comunali.
Sull’intelligenza artificiale il divario dimensionale è netto. Tutti i Comuni sopra i 250.000 abitanti usano già strumenti di IA o ne prevedono l’adozione entro dodici mesi; tra 50.000 e 250.000 abitanti la quota scende al 51%. I principali ostacoli indicati sono la carenza di competenze tecniche e di risorse economiche.
LE VOCI DELLA PRESENTAZIONE
Il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato come i dati confermino l’impegno dei Comuni nella transizione digitale e nell’uso delle risorse del PNRR, richiamando la necessità di garantire la sostenibilità degli investimenti, superare le difficoltà legate a competenze e risorse e assicurare l’accessibilità dell’innovazione anche nei Comuni più piccoli.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha evidenziato il ruolo dei Comuni come primo punto di contatto tra cittadini e istituzioni, ricordando il contributo degli investimenti PNRR, delle piattaforme digitali e degli strumenti di accompagnamento. Secondo Butti, la Mappa costituisce una base conoscitiva per orientare le prossime scelte e individuare le differenze tra territori.
Per la Banca d’Italia, il vicedirettore generale Gian Luca Trequattrini ha richiamato il contributo della digitalizzazione della PA alla semplificazione delle procedure, alla riduzione dei costi per cittadini e imprese e alla produttività del sistema economico.
IL PUNTO PER I COMUNI
La Mappa racconta Comuni che hanno fatto molta strada sul piano delle infrastrutture e dei servizi, spesso grazie al PNRR. Ma la parte più difficile comincia ora. Mantenere ciò che è stato attivato, proteggerlo dagli attacchi, completare la digitalizzazione dei processi e governare l’arrivo dell’intelligenza artificiale richiedono la stessa risorsa: competenze. È su questo che si giocherà la differenza tra enti grandi e piccoli, e tra digitalizzazione di facciata e trasformazione reale.
Fonte: ANCI, Dipartimento per la trasformazione digitale e Banca d’Italia