Secondo il parere n. 334/2026 dell’ANAC, le manutenzioni vanno qualificate come servizi, e non come lavori, quando ricorrono due condizioni.
La prima è che non comportino una trasformazione sostanziale del patrimonio. La seconda è che non si configurino come una serie di interventi puntuali e predeterminati.
L’errata qualificazione e il sistema SOA
L’Autorità chiarisce che qualificare come servizio, anziché come lavori, un appalto di manutenzione non viola il sistema di qualificazione SOA se le prestazioni richieste presentano determinate caratteristiche.
I requisiti richiesti
Le prestazioni oggetto di appalto non devono implicare una significativa modificazione del patrimonio contrattualizzato. Non devono inoltre comportare un’azione prevalente di modificazione della realtà fisica, il cosiddetto quid novi.
Il ruolo del monitoraggio e della programmazione
Un ulteriore elemento riguarda la natura dell’intervento materiale, che non deve consistere nell’esecuzione di interventi puntuali e predefiniti. Esso si colloca invece all’esito di un processo di monitoraggio e programmazione, che ne condiziona l’individuazione, l’estensione e la tempistica.
Conseguenze pratiche per le stazioni appaltanti
Il parere offre alle amministrazioni un criterio di orientamento nella scelta tra appalto di servizi e appalto di lavori. Sarà decisivo valutare se la prestazione ha carattere continuativo e gestionale, guidata dal monitoraggio, oppure se si risolve in opere definite e trasformative del bene.