Pubblicate le proposte di emendamenti dell’Anci al Ddl di conversione in legge del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante “Disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile”, attualmente all’esame della Camera dei deputati (AC 3083).
Il pacchetto messo a punto dall’Associazione interviene su alcuni dei nodi che i Comuni segnalano da tempo: la continuità degli incarichi dirigenziali a contratto, i vincoli alle assunzioni flessibili, la valorizzazione del personale impegnato nel recupero dell’evasione, la posizione previdenziale di sindaci e assessori e la vicenda, ormai storica, dei lavoratori socialmente utili nei Comuni siciliani in dissesto.
Incarichi dirigenziali ex art. 110 TUEL, proroga fino al 2029
Tra le richieste più rilevanti c’è la proroga fino al 2029 degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi dell’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, la norma che consente ai Comuni di coprire posizioni di vertice con contratti a tempo determinato al di fuori della dotazione ordinaria.
Si tratta di uno strumento a cui gli enti ricorrono in misura crescente, soprattutto nei territori dove le procedure concorsuali per la dirigenza restano deserte o si concludono con rinunce.
Per l’Anci, l’allineamento della scadenza di questi incarichi a un orizzonte temporale più ampio risponde a un’esigenza di continuità amministrativa: evitare che, a metà del percorso di attuazione degli interventi finanziati, le strutture comunali si trovino prive delle figure che li stanno gestendo.
Sostenibilità finanziaria estesa alle assunzioni a termine
Una seconda proposta chiede di estendere alle assunzioni a tempo determinato il criterio della sostenibilità finanziaria, cioè lo stesso parametro basato sul rapporto tra spesa di personale ed entrate correnti che oggi governa le assunzioni a tempo indeterminato.
L’obiettivo è superare il doppio regime che si è consolidato negli anni: da un lato una capacità assunzionale calcolata sulla tenuta effettiva dei bilanci, dall’altro tetti di spesa per il lavoro flessibile ancorati a basi storiche lontane nel tempo, che penalizzano in particolare gli enti che hanno migliorato la propria situazione finanziaria.
Per i Comuni, la questione è tanto più sentita in ragione del ricorso al personale a termine per la gestione dei progetti a scadenza e dei picchi di attività.
Più risorse per il personale che recupera le entrate tributarie
Il pacchetto Anci punta poi al potenziamento dei fondi destinati al personale impiegato nelle attività di recupero delle entrate tributarie. La logica è quella dell’incentivo: riconoscere al personale degli uffici tributi una quota delle maggiori somme effettivamente riscosse a seguito dell’attività di accertamento e di contrasto all’evasione dei tributi locali.
Una misura che, nella prospettiva dell’Associazione, produce un beneficio duplice: rafforza la capacità di riscossione degli enti — e quindi le entrate proprie dei bilanci comunali — e offre agli uffici uno strumento per trattenere e motivare le professionalità specialistiche, oggi tra le più difficili da reperire sul mercato del lavoro pubblico.
La tutela previdenziale degli amministratori locali
Un capitolo distinto riguarda la tutela degli amministratori locali ai fini pensionistici. Il tema è quello degli oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi relativi ai periodi di aspettativa di sindaci, assessori e consiglieri che sospendono l’attività lavorativa per svolgere il mandato.
La questione ha un impatto diretto sulla partecipazione alla vita amministrativa: la prospettiva di un pregiudizio sulla propria posizione contributiva e professionale è tra i fattori che scoraggiano la candidatura, soprattutto nei Comuni di minori dimensioni, dove la difficoltà a comporre le liste è diventata un problema strutturale.
La stabilizzazione degli LSU nei Comuni siciliani in dissesto
Infine, l’Anci torna sulla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili nei Comuni siciliani in condizione di dissesto finanziario. Una platea di lavoratori impegnata da decenni nei servizi comunali con inquadramenti precari, per la quale i percorsi di stabilizzazione avviati negli ultimi anni si sono scontrati con i vincoli di bilancio degli enti in dissesto o in predissesto.
La proposta mira a rendere praticabile la stabilizzazione anche per questi Comuni, che spesso sono quelli in cui il contributo di tali lavoratori risulta più difficilmente sostituibile, data la carenza di personale strutturato.
L’iter parlamentare
Le proposte sono ora all’attenzione delle Commissioni parlamentari competenti nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione, che dovrà concludersi entro i sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto. Il documento integrale con il testo degli emendamenti e le relative relazioni illustrative è disponibile in allegato.
Emendamenti dell’Anci al Ddl di conversione in legge del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144