Decreto Montagna – La valutazione complessiva di ANCI sottolinea come l’attuale formulazione riesca finalmente a bilanciare l’esigenza di nuovi criteri scientifici con la necessità di non lasciare indietro nessuno.
Uno dei successi più significativi riguarda la ridefinizione dei criteri per l’individuazione dei Comuni montani.
Rispetto alle prime versioni del provvedimento, i nuovi parametri consentono un ampliamento tale da mantenere un numero di enti coinvolti quasi identico al passato.
- Ampliamento dei parametri: I criteri non sono più esclusivamente altimetrici, ma tengono conto di fattori socio-economici e di pendenza media.
- Stabilità numerica: L’obiettivo di non tagliare fuori i comuni storicamente considerati montani è stato raggiunto, garantendo che il “peso” della montagna italiana resti invariato nelle politiche nazionali.
Salvaguardia dei servizi: le deroghe regionali
ANCI ha ottenuto una clausola di salvaguardia vitale: il mantenimento delle deroghe previste dalle leggi regionali. Questo punto è strettamente legato al vecchio elenco dei Comuni montani.
- Continuità dei servizi: Scuole, presidi sanitari e uffici postali situati in aree che avrebbero potuto perdere lo “status” di montagna restano protetti dalle normative regionali vigenti.
- Ancoraggio al passato: Utilizzare il previgente elenco come base per le deroghe assicura che il passaggio al nuovo regime non si traduca in un taglio improvviso ai servizi essenziali per i cittadini.
Vincoli finanziari per le Regioni
Un altro pilastro dell’accordo riguarda la certezza delle risorse. Il decreto introduce un vincolo esplicito per le Regioni: queste sono obbligate a finanziare, per la quota di loro competenza, i Comuni inclusi nel vecchio elenco sulla base della classificazione precedente.
Il principio di invarianza finanziaria: Nessun Comune della “vecchia guardia” deve trovarsi con meno risorse rispetto al passato a causa del cambio dei criteri nazionali. La Regione diventa garante del mantenimento dei livelli di finanziamento precedenti.
| Punto di Forza | Impatto per il Comune |
| Nuovi Criteri | Maggiore flessibilità nell’accesso ai fondi nazionali. |
| Deroghe Regionali | Protezione legale per il mantenimento di scuole e ospedali. |
| Vincolo Finanziario | Certezza di bilancio anche per i comuni “declassificabili”. |
Un passo avanti per la montagna italiana
In sintesi, il Decreto Montagna, così come modificato su pressione di ANCI, smette di essere uno strumento di selezione rigida per diventare una cornice di supporto.
La capacità di tenere insieme il nuovo elenco ministeriale e le vecchie tutele regionali rappresenta un equilibrismo amministrativo che, per una volta, sembra favorire la stabilità dei territori più fragili.