I modelli di gestione del sistema sanitario nazionale (SSN) nel mondo si classificano principalmente in tre tipologie: modello Beveridge (finanziamento tramite tasse generali e prestazione universalistica), modello Bismarck (finanziamento tramite assicurazioni sociali obbligatorie con contributi di lavoratori e datori di lavoro) e modello misto (che combina elementi di entrambi).
Nel 1948 entra in vigore la nostra Costituzione e con l’art. 32 si fa riferimento alla Salute. Il SSN nasce nel 1978 con la Legge 833; nel 1992 con il decreto lgs 502 c’è un importante riordino del SSN. Nel 2001 c’è la riforma del titolo V della costituzione.
Il nostro sistema è universalistico che si fa carico dei bisogni di tutta la nostra comunità, ed è tra i più importanti a livello mondiale sia in quando a modelli di welfare sia a che di sviluppo. È un modello che si basa sulla fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale.
Fiducia che può essere messa in crisi da:
- Tempi di attesa
- Disparità territoriali nella professionalità e di accesso e capillarità del servizio
- Carenza di personale e poca attenzione al paziente
- Criticità nella gestione organizzativa
- Criticità nella stima del medico di base
- Criticità nella percezione della professionalità dell’assistenza
Il complesso delle risorse consumate dal SSN italiano è pari a 170 miliardi di euro l’anno, pari a circa il 6,5% del PIL, di cui un terzo è finanziato da cittadini o direttamente o tramite polizze sanitarie.
Il modello americano, detto modello Bismark, è fondato quasi totalmente da coperture private ed ha alcuni punti di forza che includono un’elevata qualità ed efficacia delle cure, grazie a tecnologia all’avanguardia e ad alta specializzazione, la possibilità di accesso a trattamenti di alto livello per chi dispone di assicurazioni private complete.
Inoltre, i programmi governativi come Medicare e Medicaid offrono assistenza a determinate fasce della popolazione, come gli anziani e i cittadini a basso reddito.
Punti di forza:
- Qualità delle cure e innovazione: il sistema americano è spesso associato a trattamenti di alta qualità e a un elevato livello di innovazione tecnologica e medica, grazie a investimenti significativi nel settore.
- Accesso per chi ha assicurazione privata: le persone con assicurazioni sanitarie private complete (spesso fornite dal datore di lavoro) possono accedere a cure mediche di altissimo livello.
Programmi governativi:
- Medicare: Fornisce copertura sanitaria principalmente agli anziani di oltre 65 anni e a persone con disabilità, indipendentemente dal reddito.
- Medicaid: offre assistenza ai cittadini a basso reddito ed è gestito congiuntamente dal governo federale e dai singoli stati.
- CHIP (Children’s Health Insurance Program): copre i bambini di famiglie che hanno un reddito troppo alto per il Medicaid ma non possono permettersi un’assicurazione privata.
Protezioni e incentivi (della riforma “Obamacare”):
- Le compagnie assicurative non possono negare la copertura a causa di condizioni di salute preesistenti.
- Sono stati introdotti incentivi fiscali per la sottoscrizione di una polizza e l’obbligo per i datori di lavoro con oltre 50 dipendenti di contribuire all’assicurazione dei dipendenti.
- I giovani possono rimanere coperti dall’assicurazione dei genitori fino a una certa età.
- Potenziale di prevenzione: le campagne di prevenzione e l’accesso a controlli preventivi possono contribuire a ridurre i problemi di salute a lungo termine e i costi sanitari associati.
Il nostro modello, diametralmente opposto a quello americano in fase costitutiva, si è di fatto avvicinato a quest’ultimo.
Questo fenomeno è probabilmente legato alla costante e progressiva perdita di fiducia dei cittadini italiani nel SSN, di un legislatore che non ha adottato norme approvate durante gli anni e non ha saputo investire in un disegno armonico e coerente con il mutare del contesto mondiale in materia.
Questo ha portato uno sviluppo di un sistema sanitario parallelo, di fatto sul modello americano, ad uso e consumo delle classi più abbienti o di coloro che hanno posti di lavoro, gestito da assicurazioni e centri ospedalieri o centri specialistici privati anche convenzionati con il SSN, a volte con interessenze nelle compagini sociali.
Negli ultimi dieci anni si è registrato un incremento costante della percentuale di italiani coperti da assicurazione sanitaria privata, sia tramite fondi aziendali sia personali, con forti differenze tra Nord, Centro e Sud Italia; la tendenza è destinata ad accentuarsi nei prossimi dieci anni, alimentando potenzialmente una crescita delle disuguaglianze regionali e impattando sui i costi del sistema sanitario pubblico.
In molti altri casi, soprattutto al Sud si assiste a cittadini con minori possibilità tuttora costretti ad aspettare mesi per curarsi, a spostarsi in altre Regioni del Nord, ovvero a decidere di pagare personalmente le proprie cure.
Trend regionale copertura assicurativa
Attualmente oltre il 30% degli italiani possiede una copertura sanitaria integrativa o una polizza privata, con una distribuzione fortemente influenzata da fattori socioeconomici e geografici.
La percentuale di copertura supera il 24% al Nord, dove il reddito pro-capite è maggiore e la cultura aziendale più diffusa; scende al 15% al Centro e arriva al 5,5% al Sud, dove il tessuto imprenditoriale è più debole.
Al Sud l’accesso alla copertura privata resta limitato soprattutto tra le fasce di reddito più basse e tra gli anziani, anche in presenza di bisogni sanitari crescenti.
Effetti per area geografica
- Al Nord (es. Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) la spesa sanitaria privata pro-capite supera i 1.000 euro l’anno, con una quota significativa intermediata da fondi, aziende e polizze: qui le polizze private contribuiscono ad alleggerire la richiesta di prestazioni SSN e possono consentire una riallocazione delle risorse pubbliche su fasce più vulnerabili, riducendo liste d’attesa e congestionamenti.
- Al Centro (es. Lazio, Toscana), l’impiego di fondi integrativi è cresciuto: nel Lazio la spesa out-of-pocket ha superato i 4 milioni di euro annui, segno che la presenza di polizze può diminuire costi diretti a carico del SSN ma non sempre in modo uniforme tra le province.
- Al Sud e nelle Isole (es. Campania, Sicilia, Puglia), la copertura privata resta inferiore al 10%. Qui la spesa sanitaria è quasi totalmente pubblica e diretta, e le polizze private hanno un impatto molto limitato sulle spese SSN. L’aumento della spesa out-of-pocket in questi territori indica in realtà una difficoltà di accesso a cure di qualità e una pressione economica costante sulle famiglie.
| Regione | Spesa sanitaria privata pro-capite (€) | % polizze/fondi intermediati | Impatto su costi SSN |
| Lombardia | 1.023 | >30% | Riduzione pressione SSN |
| Veneto | 1.000+ | >27% | Migliore allocazione risorse |
| Lazio | 4,20 mln totali | ~18% | Costi out-of-pocket elevati |
| Campania | 2,08 mln totali | <10% | Limitato impatto privato |
| Sicilia | 1,79 mln totali | <10% | SSN unica opzione |
| Basilicata | 377 | <5% | SSN prevalente, poca copertura |
Proiezione per il prossimo decennio
Le proiezioni indicano una crescita ulteriore della quota di popolazione assicurata, trainata dalla crisi strutturale del sistema pubblico, dal sottofinanziamento e dalla ricerca di soluzioni rapide alle lunghe liste d’attesa.
Si prevede che entro il 2035 oltre il 40% degli italiani avrà una qualche forma di assicurazione sanitaria privata, con mantenimento del gradiente regionale: il Nord continuerà a guidare, mentre le regioni meridionali potrebbero accumulare ritardi maggiori se non saranno introdotte politiche compensative e incentivi alla diffusione delle polizze private.
| Regione | Copertura assicurativa sanitaria privata (%) | Trend 2015-2025 | Proiezione 2035 (%) |
| Nord | 24 | +30% | ~40 |
| Centro | 15 | +20% | ~28 |
| Sud | 5,5 | +10% | ~12 |
Per aumentare la copertura delle polizze sanitarie nel Sud Italia, che significa da una parte l’aumento dei contratti ma dall’altro la riduzione dei premi ovvero il loro contingentamento, si possono adottare politiche mirate innanzitutto al recupero della fiducia del cittadino verso il SSN attraverso l’investimento in risorse umane e tecnologiche, alla promozione della prevenzione e della medicina di base anche attraverso la telemedicina, alla riduzione delle disuguaglianze territoriali nell’offerta sanitaria e all’incentivazione di importanti sgravi fiscali sulle polizze sanitarie (favorendo quelle con basse franchigie) e prevedendo contributi specifici.
Investimenti e miglioramento dei servizi
- Risorse umane e tecnologiche: Investire nella sanità pubblica, nella telemedicina e in strumenti per ridurre le liste d’attesa e migliorare la qualità dei servizi, rendendoli più accessibili a tutti i cittadini.
- Prevenzione e medicina di base: Promuovere programmi di prevenzione e rafforzare la medicina territoriale per una gestione più efficace della salute e una minore dipendenza dalla sanità privata.
Incentivi economici e fiscali
- Agevolazioni fiscali: Rendere le polizze sanitarie private più accessibili a un numero maggiore di persone attraverso incentivi fiscali per chi sottoscrive una polizza.
- Agevolazioni per le aziende: Incentivare le aziende a offrire polizze sanitarie come benefit per i propri dipendenti, soprattutto in quelle aree dove la sanità pubblica è meno efficiente.
Riduzione delle disuguaglianze territoriali
- Equità nell’offerta: Ridurre le differenze nell’offerta di servizi sanitari tra le diverse regioni del paese, assicurando che i cittadini del Sud Italia abbiano un accesso equo alle cure.
- Contrasto alla rinuncia alle cure: Implementare misure per contrastare l’elevato numero di cittadini che rinunciano alle cure, come avviene in alcune aree del Paese, anche con l’aumento della spesa privata per prestazioni sanitarie.
Benefici per i costi della sanità nazionale
L’aumento delle coperture private, a livello nazionale, alleggerisce la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), riducendo la domanda di prestazioni pubbliche, specialmente quelle ambulatoriali e diagnostiche, e consentendo una riorganizzazione delle risorse pubbliche da destinare, sempre al comparto sanitario ma all’investimento in ricerca ed innovazione.
Strategie e rischio disuguaglianze
Per aumentare l’offerta dei fondi sanitari privati e correggere le disuguaglianze regionali, è necessario:
- Incentivare la diffusione di polizze aziendali anche nelle aree meno industrializzate, con agevolazioni fiscali e contributi specifici per le PMI.
- Promuovere modelli di mutualità territoriale e soluzioni assicurative su base regionale, adattate alle esigenze locali.
- Potenziare la cultura assicurativa con campagne informative mirate e una digitalizzazione inclusiva dei servizi sanitari.
In assenza di politiche correttive mirate, l’espansione settoriale del settore privato potrebbe accentuare le disuguaglianze tra Nord e Sud, lasciando le fasce più vulnerabili della popolazione ancora dipendenti da un SSN sotto-finanziato e sempre meno attrattivo.
A cura del Dott. Giunio Faustini – dottore commercialista e revisore contabile.
Fonti
- https://www.assinews.it/01/2023/il-25-degli-italiani-ha-un-fondo-o-una-polizza-sanitaria-e-cresceranno/660102611/
- https://lavoce.info/archives/109257/assicurazioni-sanitarie-private-e-arrivato-il-momento-di-discuterne/
- https://www.grusol.it/apriInformazioniN.asp?id=9907
- https://www.research.unipd.it/handle/11577/3521465
- https://www.studio-piazza.com/news/2025/02/il-prezzo-della-salute-pubblico-in-crisi-privato-in-crescita/
- https://www.assistentesanitario.it/sanita-privata-in-italia-come-funziona/
- https://eticaeconomia.it/le-agevolazioni-fiscali-sulla-spesa-sanitaria-privata-migliorano-la-qualita-della-sanita-pubblica/
- https://www.giovecca.it/perche-proteggersi-con-una-polizza-sanitaria-privata/
- https://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=2283601.pdf
- https://grins.it/newsroom/gli-italiani-e-le-assicurazioni-sanitarie-i-risultati-della-nota-mensile-di-spoke-3
- https://www.salviamo-ssn.it/var/contenuti/4_Rapporto_GIMBE_Sostenibilita_SSN_Capitolo_2.pdf
- https://www.ivass.it/consumatori/imparaconivass/indagine-conoscenza-assicurativa/indagine_su_conoscenze_comportamenti_assicurativi_degli_italiani.pdf
- https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato2421529.pdf
- https://www.ania.it/documents/35135/132338/Le+assicurazioni+negli+ultimi+10+anni+e+l’impatto+del+Covid19+-+Focarelli_Nicelli+-+Minerca+Bancaria.pdf/94d0f054-689a-9bfc-1d31-9faf1ace45d9?t=1592570260613
- https://www.ania.it/documents/35135/798932/Nota+mensile+sulle+aspettative+dei+consumatori+italiani+-+Ottobre+2024.pdf/bd39e5d2-00a9-e994-1a35-fa12261fac39?version=1.0&t=1729864308631