La riforma 1.15 del PNRR sta per entrare nella sua fase operativa cruciale. Entro il 30 giugno 2026, è atteso un decreto-legge che definirà la nuova disciplina organica della contabilità economico-patrimoniale per l’intera PA.
Non si tratta solo di un adempimento tecnico, ma di un cambio di paradigma: passare da una visione basata esclusivamente sui flussi di cassa e impegni (contabilità finanziaria) a una basata sulla competenza economica e la consistenza patrimoniale.
Il superamento della funzione “ancillare”
Ad oggi, la contabilità economico-patrimoniale (regolata dal Dlgs 118/2011) ha avuto una funzione puramente conoscitiva. Il bilancio finanziario è rimasto l’unico strumento “autorizzatorio” (ovvero quello che legalmente permette di spendere).
La sfida della riforma è ambiziosa:
- Parità di rango: Il bilancio d’esercizio (redatto secondo i nuovi principi ITAS) deve avere lo stesso peso del rendiconto finanziario.
- Documentazione essenziale: Sarà necessario dare piena rilevanza a Stato Patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto dei flussi di cassa e Nota Integrativa.
- Semplificazione: Senza un taglio netto ai vecchi allegati della contabilità finanziaria, il sistema rischia il collasso per eccesso di burocrazia.
Il rischio “Gattopardo”
Il timore degli addetti ai lavori è che la riforma possa risolversi in un’operazione di facciata. Se la contabilità Accrual rimarrà un mero esercizio statistico senza riflessi sulla gestione reale delle risorse, si avvererà il paradosso di Tomasi di Lampedusa: “Cambiare tutto per non cambiare nulla”.
Per evitarlo, la riforma deve incidere sui processi decisionali dei dirigenti pubblici.
Le tappe e i soggetti coinvolti
Il calendario è ormai tracciato, con una data spartiacque: l’esercizio 2030.
| Fase | Descrizione |
| Giugno 2026 | Approvazione del decreto-legge attuativo. |
| Fase Pilota | Coinvolgimento delle amministrazioni individuate dal DL 113/2024. |
| Esercizio 2030 | Avvio del sistema unico Accrual per tutta la PA. |
| Semplificazioni | Regimi agevolati previsti per scuole e Comuni sotto i 5.000 abitanti. |
Le criticità: risorse e sistemi informativi
La transizione non sarà a costo zero. L’adozione del sistema Accrual richiede:
- Investimenti tecnologici: I software gestionali attuali devono essere radicalmente aggiornati o sostituiti.
- Formazione: Il personale amministrativo deve acquisire competenze contabili diverse da quelle tradizionali.
- Riorganizzazione: La gestione del patrimonio (inventari, ammortamenti, svalutazioni) diventerà un elemento centrale della vita dell’ente, non più un adempimento di fine anno.
Senza un adeguato stanziamento di fondi e una chiara strategia di accompagnamento, l’obiettivo dell’adozione anticipata su base volontaria resterà, con ogni probabilità, lettera morta.