È disponibile la nuova Guida alla Conferenza di servizi, aggiornata alle novità del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito con modificazioni dalla legge 20 aprile 2026, n. 50.
La guida accompagna gli operatori nell’applicazione delle nuove regole pensate per rendere più veloce ed efficace la conferenza decisoria: modalità di svolgimento, termini e conclusione, sia nella forma semplificata sia in quella simultanea.
Una guida condivisa tra Stato, Regioni ed enti locali
La guida è stata predisposta dal Dipartimento della funzione pubblica insieme ad ANCI, Conferenza delle Regioni e UPI, nell’ambito del Tavolo tecnico dell’Agenda per la semplificazione.
Il lavoro congiunto riflette la natura stessa della conferenza di servizi: uno strumento che mette attorno allo stesso tavolo amministrazioni di livelli diversi, chiamate a esprimersi su un unico procedimento.
Una lettura condivisa delle regole tra Stato, Regioni, Province e Comuni aiuta a ridurre interpretazioni divergenti e, con esse, ritardi e contenziosi.
Perché un aggiornamento: dieci anni di esperienza e il PNRR
L’impianto attuale della conferenza di servizi, disciplinato dagli articoli 14 e seguenti della legge n. 241/1990, risale alla riforma del d.lgs. n. 127/2016. In quasi un decennio di applicazione, e in particolare durante l’attuazione del PNRR, quando molte opere dovevano rispettare scadenze stringenti, sono emersi i punti in cui la procedura poteva ancora rallentare le decisioni.
Su questa esperienza è intervenuto il decreto-legge n. 19/2026, con modifiche mirate a rendere più rapide ed efficaci le procedure della conferenza decisoria, quella cioè che si conclude con un provvedimento che sostituisce tutti gli atti di assenso delle amministrazioni coinvolte.
I due modelli: conferenza semplificata e simultanea
La guida segue le due forme in cui può svolgersi la conferenza decisoria.
- Conferenza semplificata. Si svolge in modalità asincrona: le amministrazioni non si riuniscono, ma ricevono la documentazione e trasmettono le proprie determinazioni per via telematica entro i termini fissati. È la modalità ordinaria, pensata per i procedimenti meno complessi.
- Conferenza simultanea. Si svolge in modalità sincrona, con una riunione, anche in videoconferenza, tra i rappresentanti delle amministrazioni. Si usa per i casi più complessi o quando la fase semplificata non consente di chiudere il procedimento.
In entrambi i casi il procedimento si chiude con la determinazione motivata di conclusione della conferenza, adottata dall’amministrazione procedente.
Cosa trova l’operatore nella guida
La guida è pensata come uno strumento agile, da tenere a portata di mano durante il procedimento. Si concentra su tre aspetti toccati dalle novità del decreto-legge n. 19/2026:
- le modalità di svolgimento della conferenza semplificata e di quella simultanea;
- i termini entro cui le amministrazioni devono esprimersi e la conferenza deve chiudersi;
- la conclusione della conferenza e gli effetti della determinazione finale.
L’obiettivo è offrire a chi indice o partecipa a una conferenza un riferimento operativo unico, aggiornato alle nuove regole.
Uno strumento utile per gli enti locali
Per Comuni e Province la conferenza di servizi è uno strumento quotidiano: permessi per opere pubbliche, autorizzazioni per attività produttive, progetti finanziati con risorse nazionali ed europee. Spesso l’ente locale è l’amministrazione procedente e deve gestire tempi, convocazioni e determinazione finale; altre volte partecipa come amministrazione coinvolta e deve esprimersi nei termini.
In entrambi i ruoli, conoscere bene le nuove regole riduce il rischio di errori procedurali che possono allungare i tempi o esporre gli atti a contestazioni. La guida, frutto del confronto con le associazioni degli enti locali, è pensata proprio per questo uso pratico.