Se la stazione appaltante non pubblica i curricula dei commissari, la nomina della commissione e gli atti di gara non diventano per questo illegittimi o nulli. Serve la prova di un’incompatibilità o di un conflitto di interessi reale.
Il principio risponde a una censura ricorrente nel contenzioso sugli appalti: l’operatore che perde la gara contesta la composizione della commissione lamentando il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza.
Cosa impone la normativa di settore
La disciplina degli appalti pubblici prevede che la stazione appaltante renda pubblici due elementi relativi alla commissione giudicatrice.
Il primo sono i curricula dei componenti, che consentono di conoscerne la competenza e il profilo professionale. Il secondo sono le dichiarazioni con cui ciascun commissario attesta l’assenza di cause di incompatibilità o di conflitto di interessi.
Si tratta di adempimenti doverosi. La questione è quali conseguenze produca la loro omissione sulla validità della procedura.
Una funzione conoscitiva e preventiva
Gli obblighi di pubblicità e trasparenza servono a far conoscere chi giudica le offerte e a prevenire situazioni di conflitto. Permettono ai concorrenti e alla collettività di controllare la composizione della commissione.
Non sono però elementi essenziali dell’atto di nomina. La loro mancanza non incide sulla struttura del provvedimento e quindi non ne determina, di per sé, né l’illegittimità né la nullità.
La validità della nomina dipende dai requisiti sostanziali dei commissari, non dalla circostanza che le relative informazioni siano state pubblicate.
Il vizio va provato in concreto
La procedura di gara è viziata solo se si accerta in concreto una situazione ostativa rilevante. Può trattarsi di una causa di incompatibilità, di un conflitto di interessi o di un’altra condizione che impedisca al commissario di giudicare con imparzialità.
La sola omissione degli adempimenti pubblicitari non basta. Chi impugna non può limitarsi a lamentare la mancata pubblicazione dei curricula o delle dichiarazioni.
Il ricorrente deve invece allegare e dimostrare che un commissario si trovava effettivamente in una delle situazioni vietate.
Cosa significa per stazioni appaltanti e concorrenti
Per le stazioni appaltanti la pubblicazione resta un obbligo da rispettare, anche se la sua omissione non travolge la gara. Una trasparenza puntuale riduce comunque il rischio di contenzioso.
Per i concorrenti il messaggio è chiaro: un ricorso fondato soltanto sulla mancata pubblicazione dei curricula ha scarse possibilità di successo. Per ottenere l’annullamento occorre provare un’incompatibilità o un conflitto di interessi effettivo.