I giudici contabili hanno chiarito che la gestione del servizio sostitutivo di mensa tramite buoni pasto elettronici non comporta l’obbligo di resa del conto giudiziale.
Di conseguenza, la figura del dipendente incaricato della gestione di tali flussi digitali non è configurabile come quella di un agente contabile, venendo meno i relativi obblighi di custodia e rendicontazione previsti per il denaro o i beni fisici dell’amministrazione.
La natura del buono pasto elettronico: assenza del “debito di materia”
La decisione della Corte si fonda sulla natura intrinseca del supporto informatico rispetto a quello cartaceo tradizionale.
Nel caso dei buoni pasto elettronici, non si assiste al passaggio manuale o alla conservazione fisica di titoli di credito equiparabili a denaro contante (i vecchi “ticket” cartacei).
La gestione avviene attraverso piattaforme digitali, ricariche telematiche e flussi di dati. Pertanto:
- Non si materializza una materiale presa in consegna di valori.
- Non si configura un debito di materia, elemento cardine che la giurisprudenza contabile richiede per la nascita della figura dell’agente contabile.
- Non sorge, in capo al dipendente, un dovere di custodia fisica del bene, essendo la sicurezza dei titoli delegata ai sistemi informatici e alle società emittenti.
Perché non sussiste la qualifica di agente contabile
Perché si possa parlare di agente contabile (art. 74 del R.D. n. 2440/1923 e art. 178 del R.D. n. 827/1924), è necessario che un soggetto abbia il maneggio, la custodia o la gestione di denaro, valori o beni di proprietà pubblica, con l’obbligo di restituirli o di renderne conto.
Il punto di svolta della sentenza: La transizione al digitale azzera il rischio di dispersione materiale del titolo da parte del singolo funzionario.
La tracciabilità informatica intrinseca al sistema dei buoni elettronici rende superflua la complessa e rigorosa procedura del conto giudiziale, la quale ha storicamente lo scopo di verificare la corrispondenza tra i valori fisici ricevuti e quelli distribuiti o residui.
Le implicazioni per l’organizzazione della Pubblica Amministrazione
La pronuncia della Corte dei Conti Lazio apporta una significativa semplificazione burocratica per gli enti pubblici, delineando risvolti pratici immediati:
- Semplificazione amministrativa: I responsabili della gestione delle tessere o delle ricariche dei buoni pasto non dovranno più redigere e sottoporre il modello del conto giudiziale (Modello 21) alla fine dell’esercizio finanziario.
- Certezza del diritto: Viene sollevato il personale amministrativo da gravose responsabilità contabili formali che non trovano un reale corrispettivo in un rischio di cassa o patrimoniale concreto.
- Riconoscimento della digitalizzazione: La sentenza recepisce l’evoluzione tecnologica dei processi d’acquisto della PA, confermando che l’informatizzazione modifica radicalmente i presupposti della responsabilità contabile tradizionale.