Massima uniformità applicativa della normativa in tema di whistleblowing: chiarimenti sul gestore, le modalità di segnalazione e il coordinamento con il Garante Privacy.
L’ANAC ha completato il quadro normativo di riferimento per la gestione delle segnalazioni di illeciti, approvando due atti fondamentali che riguardano sia i canali di comunicazione interni che quelli esterni.
Con due delibere distinte, entrambe del 26 novembre 2025, l’Autorità fornisce un indirizzo preciso a tutti i soggetti, pubblici e privati, tenuti all’applicazione della disciplina sul whistleblowing (D.Lgs. n. 24/2023).
Linee Guida per i Canali Interni di Segnalazione (Delibera n. 478/2025)
L’atto più atteso è l’approvazione delle Linee Guida in materia di denuncia di irregolarità sui canali interni di segnalazione (Delibera n. 478/2025).
L’obiettivo primario di ANAC è garantire che le procedure interne adottate dagli enti siano uniformi, efficaci e, soprattutto, in grado di offrire la massima protezione ai segnalanti.
Queste Linee Guida, che tengono conto degli esiti della consultazione pubblica e del parere favorevole del Garante per la Protezione dei Dati Personali, approfondiscono i seguenti aspetti cruciali:
🔹 Funzionamento del Canale Interno
Fornite indicazioni dettagliate sulle modalità di effettuazione della segnalazione, specificando che possono essere presentate in forma scritta (preferibilmente tramite piattaforma informatica sicura) o orale (linee telefoniche, sistemi di messaggistica vocale o, su richiesta, incontro diretto).
Si richiede che la gestione digitale sia fortemente raccomandata per garantire sicurezza e tracciabilità.
🔹 Il Ruolo e l’Attività del Gestore
Il documento si concentra sulla figura del Gestore della segnalazione, che deve essere imparziale e competente.
Definite le fasi dell’attività del gestore, dalla ricezione (con avviso al segnalante) fino alla conservazione e cancellazione della documentazione, che non deve superare i cinque anni. Viene ribadita la possibilità di farsi supportare da personale interno autorizzato.
🔹 Profili di Comportamento e Formazione
Le Linee Guida chiariscono i doveri di comportamento per tutto il personale, sottolineando l’obbligo di riservatezza e il divieto assoluto di ritorsioni.
Data grande enfasi alla necessità di una formazione strutturata e periodica per tutti i dipendenti, specialmente per coloro che gestiscono i canali (HR, compliance, etc.).
🔹 Aspetti Trasversali
Affrontati temi delicati come le ipotesi sanzionatorie (per chi non adempie agli obblighi o per chi segnala in mala fede) e il ruolo di sostegno svolto dagli Enti del Terzo Settore in supporto ai segnalanti.
Modifiche e Integrazioni per i Canali Esterni (Delibera n. 479/2025)
Contestualmente, ANAC ha approvato con Delibera n. 479/2025 modifiche e integrazioni alle Linee Guida già esistenti relative alla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne (originariamente adottate con Delibera n. 311/2023).
Questa Delibera mira ad assicurare la coerenza tra il regime delle segnalazioni interne e quello delle segnalazioni esterne, superando alcune criticità operative emerse nella prima fase di applicazione del D.Lgs. 24/2023.
Tra le principali novità e conferme, le integrazioni chiariscono in modo più rigoroso:
- Le condizioni di accesso al canale esterno ANAC: L’accesso è consentito solo in presenza delle condizioni previste dalla legge, come l’assenza di un canale interno obbligatorio, la non conformità del canale interno attivato, o la mancanza di seguito a una segnalazione interna già effettuata.
- Le misure di autenticazione: Maggiori garanzie sull’identità del segnalante esterno, ad esempio, attraverso l’uso di autenticazione rafforzata (come SPID o CNS) per evitare furti di identità digitale.
Impatto e Prospettive
L’adozione di questi due provvedimenti rappresenta un passo fondamentale verso la piena operatività della normativa whistleblowing in Italia.
L’attenzione si sposta ora dall’obbligo di “attivare” il canale all’obbligo di “gestirlo” in modo conforme e scrupoloso.
Le aziende e le pubbliche amministrazioni dovranno rivedere i propri Modelli Organizzativi (MOG 231) e i Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione (PTPCT) per assicurare la perfetta aderenza alle nuove e puntuali istruzioni di ANAC.