Il provvedimento emesso dal Garante rappresenta un esempio significativo delle difficoltà che gli enti locali affrontano nell’implementazione di sistemi di videosorveglianza per il controllo ambientale.
Il caso evidenzia l’importanza cruciale del rispetto degli obblighi informativi previsti dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), in particolare il principio di trasparenza.
Videosorveglianza Senza Informativa: Il Contesto del Caso
La vicenda ha avuto origine dal reclamo di una cittadina multata per aver conferito scorrettamente i rifiuti. L’accertamento della violazione, avvenuto in Via Speroni, era stato possibile grazie a un sistema di videosorveglianza.
Il Comune di Recco aveva utilizzato telecamere originariamente installate per finalità di sicurezza pubblica anche per verificare le violazioni delle disposizioni sui rifiuti urbani, identificando i trasgressori attraverso la lettura delle targhe dei veicoli (un dato personale, come chiarito dal Garante).
L’Omissione Chiave: La Cartellonistica Assente
Il problema fondamentale rilevato dall’istruttoria è stata la mancanza di cartellonistica informativa nell’area sottoposta a ripresa al momento dell’accertamento.
I cartelli erano stati temporaneamente rimossi in occasione di lavori di sistemazione delle isole ecologiche.
Questa omissione, seppur dovuta a un fattore esterno, ha rappresentato una violazione diretta e ineludibile del principio di trasparenza e degli obblighi informativi stabiliti dal GDPR, compromettendo la liceità del trattamento.
Le Violazioni Normative Accertate
Il Garante ha accertato molteplici violazioni che tracciano un quadro delle carenze informative e gestionali riscontrate.
1. Violazione del Principio di Trasparenza (Art. 5, par. 1, lett. a, GDPR)
La completa assenza di cartellonistica informativa ha violato l’articolo 5, paragrafo 1, lettera a) del GDPR, che impone il trattamento dei dati personali in modo “lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato”.
La violazione è particolarmente grave poiché l’interessato è stato totalmente ignaro della raccolta del proprio numero di targa per la finalità specifica di controllo sui rifiuti.
2. Inadeguatezza delle Informative (Primo e Secondo Livello)
Il provvedimento ha riscontrato significative carenze nella struttura delle informative fornite dal Comune:
- Informativa di Primo Livello (Cartello): Presentava una pluralità di finalità generiche anziché specificare in modo chiaro e per singolo dispositivo la finalità specifica del controllo sui rifiuti. L’interessato deve sapere esattamente perché viene ripreso in quel preciso contesto.
- Informativa di Secondo Livello: Non era facilmente raggiungibile. Il QR code presente sulla cartellonistica non conduceva all’informativa specifica sulla videosorveglianza, bensì all’informativa generale dell’ente. La specifica informativa deve essere agevolmente consultabile.
- Errata Base Giuridica: Era stata erroneamente indicata la base giuridica del “legittimo interesse”, che, come ribadito dal Garante, non è applicabile alle autorità pubbliche nell’esercizio delle loro funzioni. La base giuridica corretta deve essere l’adempimento di un obbligo legale o l’esecuzione di un compito di interesse pubblico (Art. 6, par. 1, lett. c o e, GDPR).
Conclusioni e Lezioni per gli Enti Locali
Il caso del Comune di Recco è un monito per tutti gli enti che gestiscono sistemi di videosorveglianza. Per garantire la legittimità del trattamento dei dati personali, è necessario:
- Garantire la Continuità dell’Informazione: La cartellonistica (informativa di primo livello) deve essere sempre presente e ben visibile in tutte le aree videosorvegliate, indipendentemente da lavori o manutenzioni.
- Specificare le Finalità: Le informative devono essere chiare, concise e specifiche, indicando la precisa finalità (es. controllo dei rifiuti) per ogni specifico impianto, evitando genericità.
- Corretta Accessibilità: L’informativa di secondo livello deve essere immediatamente e facilmente accessibile e pertinente alla specifica videosorveglianza (es. tramite link diretti e funzionanti).
- Base Giuridica Adeguata: Gli enti pubblici devono basare il trattamento su compiti di interesse pubblico o obblighi legali, escludendo il “legittimo interesse”.
Il provvedimento sottolinea come la trasparenza non sia solo un adempimento burocratico, ma il pilastro fondamentale per bilanciare l’esigenza di controllo ambientale e di sicurezza con il diritto fondamentale alla protezione dei dati personali dei cittadini.