Trasparenza – Il Viminale conferma l’ampio diritto di accesso per controllare la gestione del personale e l’impatto sul bilancio.
Il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Viminale ha fornito un importante chiarimento in merito ai poteri di controllo dei consiglieri comunali, stabilendo che essi possono legittimamente accedere e prendere visione degli atti interni relativi alla fruizione delle ferie dei dipendenti comunali.
Il parere, pubblicato lo scorso 10 ottobre, si inserisce nel contesto del “caldo dibattito” sulla monetizzazione delle ferie non godute nella Pubblica Amministrazione, una questione che ha visto innalzare il livello di attenzione a seguito di recenti sentenze comunitarie e nazionali.
L’Articolo 43 del TUEL: Un Diritto Funzionale al Mandato
Il fondamento normativo del parere risiede nell’articolo 43 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), che riconosce ai consiglieri comunali e provinciali il “diritto di ottenere dagli uffici del comune, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato“.
Rispondendo a un quesito posto da un ente locale, il Viminale ha precisato che questa ampia prerogativa include anche gli atti interni non aventi natura provvedimentale, come ad esempio:
- Le disposizioni di servizio con cui l’ente ha invitato il personale a fruire delle ferie residue.
- L’eventuale nota di rinuncia del dipendente a godere delle ferie pregresse.
La Rilevanza del Diritto di Accesso: Motivi Organizzativi o Scelte Individuali
L’orientamento giurisprudenziale consolidato, richiamato anche dal Ministero, prevede che il diritto di accesso del consigliere sia esercitato per una effettiva esigenza legata all’espletamento del proprio mandato.
Il Viminale ha specificato la potenziale finalità di tale richiesta di accesso: verificare se il mancato godimento delle ferie sia dovuto a una scelta autonoma del dipendente o a una carenza organizzativa dell’ente.
Questa distinzione non è banale. L’interesse della parte politica sul tema è altissimo, poiché la potenziale liquidazione di ferie pregresse in caso di cessazione dal servizio del personale può rappresentare un significativo rischio per la tenuta del bilancio degli enti locali.
Il Richiamo alla Giustizia Europea e i Rischi per i Bilanci
A sostegno della legittimità del controllo esercitato dal consigliere, il parere ministeriale ha richiamato la recente e significativa sentenza della CGUE del 18 gennaio 2024 (causa n. C-218/22).
In tale pronuncia, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che, se il datore di lavoro pubblico non è in grado di dimostrare di aver esercitato tutta la diligenza necessaria affinché il lavoratore potesse effettivamente fruire delle ferie retribuite, allora le ferie non godute dovranno essere liquidate al dipendente.
Il diritto di accesso del consigliere si configura dunque come uno strumento essenziale per prevenire potenziali contenziosi e per assicurare la corretta gestione amministrativa, verificando che l’ente abbia adempiuto ai propri doveri organizzativi in materia di ferie, evitando costi imprevisti e insostenibili per le casse comunali.