Si è conclusa la due giorni dedicata agli Stati generali dei piccoli Comuni, l’evento finale del progetto P.I.C.C.O.L.I. promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e attuato dall’Anci.
Dopo la relazione introduttiva di Alessandro Santoni, Coordinatore nazionale della Consulta Piccoli Comuni ANCI, i rappresentanti dei tavoli tematici hanno presentato soluzioni concrete per superare le criticità strutturali che affliggono i centri minori d’Italia.
Personale e burocrazia: l’urgenza di un organico stabile
Il sindaco di Contursi Terme, Antonio Briscione, ha acceso i riflettori sulla drammatica carenza di personale. Con l’82% delle sedi di segreteria vacanti nei comuni sotto i 3.000 abitanti, la stabilità amministrativa è a rischio.
“Non possiamo più rimandare le soluzioni”, ha dichiarato Briscione, proponendo tre priorità: la garanzia di un organico minimo stabile, la semplificazione dei vincoli finanziari (estendendo la sterilizzazione dei tetti di spesa ai comuni fino a 5.000 abitanti) e il potenziamento del fondo di perequazione.
L’obiettivo è trasformare l’attuale gestione “di emergenza” in una programmazione sicura ed efficiente.
Gestioni associate: flessibilità contro la frammentazione
Sul fronte della cooperazione territoriale, Angela Zibordi, sindaca di San Giovanni Del Dosso, ha ribadito che i piccoli comuni non possono affrontare da soli servizi complessi.
La strategia non deve essere l’imposizione delle unioni, ma lo stimolo verso di esse attraverso la semplificazione procedurale.
“Le unioni devono essere riconoscibili dai cittadini e dagli enti sovraordinati”, ha sottolineato Zibordi, chiedendo norme che facilitino le assunzioni all’interno delle unioni stesse e garantiscano una continuità strategica pluriennale, valorizzando gli asset economici e culturali condivisi.
Solidità finanziaria e capacità di investimento
Daniel Matricardi, sindaco di Montalto delle Marche, ha presentato un quadro economico sorprendente: i piccoli comuni sono un comparto sano, con un avanzo disponibile di oltre 1,8 miliardi di euro. Tuttavia, questa ricchezza nasconde spesso l’impossibilità di spendere per la gestione corrente.
Grazie al PNRR, nel 2025 i piccoli comuni hanno destinato il 27% del comparto a investimenti straordinari. Per mantenere questo ritmo, Matricardi ha chiesto di reintrodurre finanziamenti per le piccole opere e di garantire maggiore flessibilità nell’impiego dell’avanzo libero, oltre a stabilizzare il personale per evitare la “fuga” verso i grandi centri.
Servizi e comunità: contrastare lo spopolamento
La sindaca di Bovino, Stefania Russo, ha illustrato le proposte per migliorare la qualità della vita dei residenti.
I piccoli comuni non sono solo borghi da cartolina, ma territori che offrono “servizi ecosistemici” essenziali per l’intero Paese, come la manutenzione idrogeologica e la produzione di energia.
Tra le richieste concrete emerse dal tavolo:
- Incentivi fiscali per giovani, famiglie e imprese.
- Deroghe per i servizi essenziali, come l’abbassamento del numero minimo di alunni per classe.
- Potenziamento della telemedicina e contrasto alla desertificazione bancaria.
“Il turismo non è la panacea, ma un’opportunità”, ha concluso Russo, auspicando la creazione di una cabina di regia nazionale per coordinare le politiche di rilancio e garantire che i piccoli comuni restino laboratori di innovazione sociale.