L’ANAC è tornata a fare chiarezza sulla corretta gestione dei rapporti tra pubblico e privato, con particolare riferimento agli accordi di sponsorizzazione e co-organizzazione.
Con un recente Atto a firma del Presidente, approvato dal Consiglio dell’Autorità il 21 gennaio 2026, è stato analizzato l’operato di un importante comune capoluogo delle Marche in occasione dell’organizzazione di un prestigioso Premio.
L’intervento si è reso necessario a seguito di un esposto che ipotizzava una condotta poco trasparente dell’ente locale.
Il Comune avrebbe agito come “intermediario” tra una banca (lo sponsor privato) e un’associazione non riconosciuta (l’organizzatore materiale), permettendo a quest’ultima di ricevere fondi che, per statuto interno del privato, non avrebbero potuto esserle erogati direttamente.
L’insanabilità della mancanza di un atto scritto
Uno dei punti cardine del provvedimento riguarda la formalizzazione degli impegni. Secondo l’Anac, gli accordi di sponsorizzazione devono essere necessariamente formalizzati, definendo con precisione:
- Le prestazioni attese dalle parti;
- La ripartizione dei compiti;
- La suddivisione degli oneri economici tra parte pubblica e parte privata.
L’Autorità ha ribadito un principio fondamentale: la mancanza di un valido atto scritto relativo all’attività di co-organizzazione non è sanabile ex post.
Non è dunque possibile regolarizzare con una convenzione successiva un rapporto che è nato e si è sviluppato in assenza di una base contrattuale definita e sottoscritta preventivamente.
Omessa tracciabilità e rischi di “intermediazione”
Oltre alla forma scritta, l’Anac ha rilevato gravi lacune in merito alla normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari.
La condotta dell’ente, finalizzata a facilitare il trasferimento di risorse tra un privato e un’associazione non riconosciuta tramite un avviso pubblico di ricerca sponsor, è stata ritenuta non conforme ai canoni di rigore amministrativo.
L’assenza di un tracciamento puntuale delle somme e dei passaggi economici tra i soggetti coinvolti espone l’amministrazione a rischi di opacità e viola le disposizioni vigenti in materia di prevenzione della corruzione.
Le indicazioni per il futuro: rigore e legalità
In conclusione del provvedimento, l’Autorità ha rivolto un formale invito al Comune marchigiano affinché, per i futuri affidamenti e le prossime collaborazioni, tenga conto dei rilievi emersi.
Il richiamo è al rigoroso rispetto della normativa di settore, con particolare attenzione a:
- Redazione preventiva di atti scritti per ogni forma di co-organizzazione.
- Piena osservanza degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari.
- Garanzia di trasparenza nelle procedure di selezione dello sponsor, evitando che la PA funga da mero filtro per aggirare vincoli statutari di soggetti terzi.