Cambio di rotta nell’ultima versione del Decreto PNRR esaminata dal Consiglio dei Ministri. Rispetto alle bozze circolate nelle scorse settimane, scompare la deroga generalizzata che avrebbe escluso la spesa per i segretari comunali dai tetti complessivi del personale per tutti gli enti.
Il Governo ha scelto una linea più prudente, limitando il raggio d’azione della misura a una platea specifica per evitare un impatto eccessivo sui saldi di finanza pubblica.
Incentivi mirati per le sedi vacanti sotto i 3.000 abitanti
La novità principale riguarda i Comuni fino a 3.000 abitanti. Per questi piccoli enti, gli oneri relativi ai segretari comunali saranno esclusi dai limiti di spesa del personale.
L’obiettivo della misura è prettamente operativo:
- Coprire le sedi vacanti: Incentivare i professionisti ad accettare incarichi in realtà piccole, spesso meno attrattive dal punto di vista della progressione di carriera.
- Garantire la legalità: Assicurare la presenza di un vertice amministrativo e di controllo in territori che giocano un ruolo chiave nell’attuazione dei progetti PNRR locali.
- Sostenibilità finanziaria: Alleggerire il bilancio dei piccoli Comuni, le cui capacità assunzionali sono spesso saturate proprio dalla spesa per le figure obbligatorie.
La situazione per i Comuni di maggiori dimensioni
Cosa succede per gli enti che superano la soglia dei 3.000 abitanti? Per loro, il quadro resta quello delineato dalla normativa precedente, senza nuovi sconti strutturali. Tuttavia, non rimangono totalmente scoperti:
Resta confermata per tutto l’anno in corso la deroga “a termine” introdotta dal Dl 44/2023. Questa possibilità rimane però circoscritta esclusivamente agli enti che risultino effettivamente sprovvisti di un segretario titolare.
Per le amministrazioni di medie e grandi dimensioni, dunque, la gestione del tetto di spesa resta un esercizio di equilibrismo finanziario, dove l’assunzione o il mantenimento del segretario dovrà continuare a confrontarsi con i limiti ordinari definiti dal “valore soglia” del rapporto tra entrate correnti e spesa di personale.