Nessun “diritto di segreteria” o “accesso agli atti” per le verifiche dei Certificati di Esecuzione Lavori.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione torna a fare chiarezza su un punto cruciale per gli Organismi di Attestazione SOA e le amministrazioni pubbliche: le richieste di riscontro e di verifica della veridicità dei titoli non devono comportare oneri economici a carico del privato.
Una precisazione che si rende sempre più necessaria, dato il crescente numero di segnalazioni all’Autorità riguardo a richieste improprie di contributi.
Richieste delle SOA
Le amministrazioni destinatarie delle richieste da parte delle SOA sono tenute a fornire riscontro senza chiedere alcuna compartecipazione economica ai privati.
L’unica eccezione ammessa è nel caso in cui la richiesta comporti un’attività di ricerca documentale ben più gravosa rispetto a quella ordinaria.
La questione si estende anche alle richieste di emissione dei Certificati di Esecuzione Lavori (CEL). In qualità di committente, la stazione appaltante ha il compito di attestare la corretta esecuzione dei lavori da parte dell’appaltatore attraverso l’emissione del CEL.
Le richieste di verifica della veridicità da parte delle SOA, infatti, rientrano nella loro funzione di natura pubblicistica.
Comunicato ANAC
Richiamando il Comunicato del Presidente del 28 marzo 2023, l’ANAC ribadisce le indicazioni già fornite in merito alle richieste di verifica della veridicità e della sostanza dei titoli autorizzativi presentati dagli operatori economici a corredo dei Certificati di lavori privati.
Questi titoli, come permessi di costruire, CILA o concessioni edilizie, sono essenziali per dimostrare il possesso dei requisiti speciali di qualificazione.
Di conseguenza, le richieste avanzate dalle SOA per la conferma della veridicità e della sostanza di tali titoli devono essere evase dalle amministrazioni senza alcun onere.
L’ANAC ha riscontrato un aumento delle comunicazioni da parte delle SOA, indirizzate alle amministrazioni interessate dalle richieste di verifica dei titoli autorizzativi esibiti dagli operatori economici a corredo dei CEL eseguiti per committenti non soggetti all’applicazione del Codice degli Appalti (i cosiddetti “CEL Privati”).
Da queste comunicazioni è emerso che le amministrazioni stanno avanzando richieste di un contributo economico non dovuto, in alcuni casi giustificandole come procedure di “accesso agli atti” o, più genericamente, come pagamento di “diritti di segreteria”.
Pratiche che l’ANAC condanna, ribadendo la gratuità di tali procedure.