Scuola e PNRR – Si è tenuta il 25 febbraio 2026 una riunione strategica della Commissione Istruzione, Politiche educative ed edilizia scolastica dell’Anci.
Al centro del dibattito, il timore che i grandi investimenti strutturali del PNRR rimangano “scatole vuote” senza un adeguato piano di gestione finanziaria e professionale.
Il paradosso PNRR: strutture pronte, risorse di gestione assenti
La principale criticità sollevata dalla delegata Carnevali riguarda il destino dei nuovi asili nido realizzati con i fondi europei.
Se da un lato l’edilizia corre, dall’altro manca la certezza sulle risorse correnti necessarie per l’attivazione dei servizi. Il rischio concreto, segnalato da tempo dall’Anci, è quello di inaugurare nuove strutture che i Comuni non saranno in grado di gestire per carenza di fondi strutturali, rendendo vano lo sforzo di potenziamento dell’offerta 0-3 anni.
Emergenza disabilità e assistenza all’autonomia
Un altro fronte di forte tensione riguarda il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità.
Gli assessori presenti hanno richiesto all’unanimità un incremento del sostegno economico da parte del Governo centrale. La spesa a carico dei Comuni è infatti in costante aumento, a fronte di una domanda di inclusione scolastica sempre più vasta che mette a dura prova i bilanci locali.
La sfida del personale: tra titoli di studio e nuovi percorsi formativi
Infine, l’attenzione si è spostata sulla cronica carenza di personale qualificato nelle scuole dell’infanzia e nei servizi educativi.
Su questo punto, Anci ha già avviato un tavolo tecnico con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
Le posizioni restano però distanti:
- La proposta Anci: Attivazione di un corso di laurea unitario 0-6 anni per uniformare le competenze.
- La risposta dei Ministeri: Forti perplessità sul percorso unico; la mediazione attuale punta verso l’attivazione di un Master specifico rivolto ai laureati in Scienze dell’Educazione (L19) privi di indirizzo specifico.
Prospettive: un’interlocuzione costante
L’obiettivo è trasformare il confronto con i Ministeri in un’interlocuzione stabile, capace di sciogliere i nodi burocratici e finanziari che rischiano di frenare il rilancio del sistema educativo italiano.