L’Articolo 6-bis del D.L. 84/2025 Condiziona l’Esenzione IMU all’Individuazione dei Corrispettivi Medi per le Attività Sportive Dilettantistiche
Una novità legislativa introdotta dall’articolo 6-bis del D.L. 84/2025 impone ai Comuni un nuovo e significativo adempimento in vista del saldo IMU 2025: l’individuazione dei corrispettivi medi previsti per le attività sportive svolte in modalità concorrenziali.
Tale obbligo è cruciale per stabilire se le associazioni e società sportive dilettantistiche possano beneficiare dell’esenzione IMU per i propri immobili.
Il Nuovo Adempimento Comunale
L’individuazione dei corrispettivi medi deve essere effettuata dai Comuni, sentite le rappresentanze sportive locali, facendo riferimento all’ambito territoriale comunale.
Solo in assenza di attività commerciali nel Comune, l’ambito può essere esteso a quello regionale.
Questa verifica serve a stabilire la natura non commerciale delle attività svolte dagli enti sportivi dilettantistici (ASD/SSD).
Il D.M. 200/2012, infatti, stabilisce che un’attività è considerata non commerciale se il corrispettivo applicato è simbolico e comunque non superiore alla metà dei corrispettivi medi applicati per analoghe attività svolte in concorrenza.
In attesa che i Comuni completino questa indagine sui corrispettivi medi, la norma prevede che, ai fini del riconoscimento dell’esenzione IMU, sia sufficiente l’iscrizione nel registro nazionale delle attività sportive, a valere dall’anno di iscrizione.
Il Dubbio di Legittimità e l’Intento sul Contenzioso
La norma è innovativa e solleva forti dubbi di legittimità costituzionale a causa del suo effetto retroattivo.
L’obbligo di individuare i corrispettivi medi è destinato a incidere direttamente sul numeroso contenzioso in essere relativo ad annualità pregresse, dove le condizioni di non commercialità erano già definite dal D.M. 200/2012.
Il sospetto che l’intento legislativo sia quello di condizionare il contenzioso pendente è rafforzato dal fatto che il nuovo adempimento è stato introdotto solo per le attività sportive, e non per le attività culturali, ricreative, ricettive e didattiche, per le quali il D.M. 200/2012 prevede la medesima condizione del non superamento della metà dei corrispettivi medi concorrenziali.
L’Urgenza per i Comuni e la Questione della Retroattività
Affinché i contribuenti possano regolarizzare la propria posizione con la seconda rata IMU (a saldo), che copre l’imposta dovuta per l’intero anno, i Comuni dovrebbero attivarsi quanto prima per verificare e deliberare i corrispettivi medi relativi al 2025.
Tuttavia, il silenzio della norma in merito alla sua applicazione temporale fa ritenere che sia possibile individuare i corrispettivi medi anche per gli anni ancora accertabili.
Questa interpretazione riporterebbe a ragionevolezza l’intervento normativo, che altrimenti si configurerebbe come un’esenzione retroattiva de facto (la sola iscrizione al registro).
L’individuazione retroattiva è necessaria per verificare il rispetto dei requisiti del D.M. 200/2012 e, dunque, la fondatezza della pretesa tributaria comunale, analogamente a quanto avviene per le delibere di determinazione dei valori venali delle aree, la cui retroattività è stata avallata dalla Corte di Cassazione.
In caso di inerzia comunale, l’esenzione dovrà essere concessa con la semplice iscrizione al registro nazionale delle attività sportive, confermando la necessità per gli Enti di agire tempestivamente.