Il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha aperto lo sportello per la presentazione delle domande di finanziamento, a valere sui fondi del PNRR, destinati alla riqualificazione energetica degli edifici residenziali pubblici.
La scadenza per l’invio delle domande per la prima fase è fissata per il 29 settembre.
Questa prima finestra è dedicata ai progetti definiti come “prioritari”, ovvero gli interventi su edifici che non hanno beneficiato di contributi pubblici per la riqualificazione negli ultimi cinque anni.
Una seconda fase, aperta a tutte le altre iniziative, si svolgerà dal 6 ottobre al 30 aprile.
Un investimento per l’efficienza e il contrasto alla povertà energetica
Il presidente del GSE, Paolo Arrigoni, ha sottolineato a Il Sole 24 Ore il duplice obiettivo di questa iniziativa.
Oltre a migliorare l’efficienza e la qualità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) in linea con il principio “Efficiency First”, l’erogazione di questi fondi mira a rafforzare la lotta alla povertà energetica.
Arrigoni ha spiegato che gli interventi di efficienza energetica garantiranno una maggiore salubrità degli edifici e una drastica riduzione delle bollette per le famiglie, grazie alla diminuzione dei costi di riscaldamento e climatizzazione.
La misura, parte del Recovery Plan, è pensata per incentivare gli investimenti e migliorare l’accesso ai finanziamenti per le ristrutturazioni che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica pari o superiore al 40%.
Dettagli del finanziamento e ruoli degli attori principali
Il piano prevede una dotazione complessiva di 1,38 miliardi di euro. Di questa somma, 1,33 miliardi saranno erogati dal GSE come contributo a fondo perduto, mentre i restanti 50 milioni di euro saranno gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), in qualità di partner finanziario, sotto forma di prestiti tramite banche commerciali convenzionate.
Il sostegno economico è rivolto alle ESCo (Energy Service Company) che si aggiudicano una procedura di gara pubblica per la realizzazione degli interventi. Il contributo può assumere due forme:
- Sovvenzione a fondo perduto: un contributo massimo pari al 65% del costo degli interventi previsti dal progetto.
- Prestito: su richiesta delle ESCo, un prestito non superiore al 35% del costo degli interventi non coperto dalla sovvenzione. Questo prestito è erogato da banche convenzionate con CDP a condizioni di mercato.
La misura offre anche la possibilità per le ESCo di richiedere a SACE il rilascio di una garanzia pubblica sui finanziamenti concessi dalle banche per la quota di investimento non coperta dalla sovvenzione, ad eccezione degli interventi finanziati con la dotazione di CDP.