Il Ministero dell’Interno, attraverso la Direzione centrale per la Finanza locale, ha pubblicato la Circolare n. 6 del 23 gennaio 2026, fornendo le linee guida per l’accesso al contributo statale a rimborso dell’Iva nel settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL).
La misura, radicata nella Legge n. 472/1999 e nel successivo Decreto interministeriale del 22 dicembre 2000, mira a compensare i maggiori oneri fiscali derivanti dai contratti di servizio stipulati dagli enti locali per la gestione del trasporto pubblico.
Modalità di trasmissione: addio alla carta, tutto su “Tbel”
A partire dal 2022, il processo di certificazione è diventato integralmente digitale. Gli enti interessati devono utilizzare esclusivamente il sistema “Tbel” (Sistema Certificazioni Enti Locali), accessibile dall’area dedicata ai certificati sul sito della Finanza locale.
- Esclusività telematica: Non sono ammesse forme di invio diverse (PEC, posta ordinaria o tramite Prefetture).
- Firma Digitale: Il documento generato dal sistema deve essere firmato digitalmente in formato .p7m dal Responsabile del Servizio Finanziario e dal Responsabile del Servizio TPL.
- Configurazione: È fondamentale che i firmatari siano correttamente censiti nella sezione “Configurazione Ente” prima dell’invio.
Enti beneficiari ed esclusioni: la mappa del Federalismo Fiscale
Non tutti gli enti locali possono accedere a questo specifico rimborso. La platea dei beneficiari è definita dall’attuale assetto del federalismo fiscale e comprende:
- Ammessi: Unioni di Comuni, Consorzi tra Enti Locali, Comunità montane, Province della Regione Sardegna e la Città metropolitana di Cagliari.
- Esclusi: Province, Città metropolitane e Comuni delle Regioni a Statuto ordinario, nonché i Comuni della Regione Sardegna.
Scadenze perentorie e modelli di certificazione
La procedura prevede due fasi distinte, differenziate per tipologia di dato e termini temporali. Il superamento delle scadenze comporta la perdita del beneficio.
| Modello | Oggetto | Finestra Temporale | Scadenza Perentoria |
| Modello B | Preventivo Iva 2026 | Dal 2 febbraio 2026 | 28 febbraio 2026 (ore 24:00) |
| Modello B1 | Consuntivo Iva 2025 | Dal 31 marzo 2026 | 30 aprile 2026 (ore 24:00) |
Sanzioni per ritardi e controlli dell’Amministrazione
Il rigore delle scadenze è legato alla gestione finanziaria del fondo:
- Mancato invio Modello B: Impedisce l’erogazione dell’anticipo (fino al 70%) previsto entro il 30 giugno.
- Mancato invio Modello B1: Determina la decadenza totale dal diritto al contributo e l’obbligo di restituire eventuali somme già percepite.
- Controlli: La Direzione centrale si riserva la facoltà di effettuare verifiche a campione sulla veridicità dei dati dichiarati, avvalendosi, in questa fase ispettiva, della collaborazione delle Prefetture-Utg.