Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il Testo Unico in materia di IVA, un passo fondamentale della Riforma Fiscale.
Questo nuovo testo, con l’obiettivo di riordinare e semplificare la normativa, mira a creare un quadro organico e coerente, superando la frammentazione legislativa che ha caratterizzato la disciplina dell’Imposta sul Valore Aggiunto in Italia.
Un’unica disciplina per un’imposta complessa
Fino ad oggi, le disposizioni sull’IVA erano distribuite su diversi atti normativi, come il d.P.R. n. 633 del 1972 per le operazioni nazionali e il decreto-legge n. 331 del 1993 per quelle intra-unionali.
Il nuovo Testo Unico, composto da 171 articoli suddivisi in XVIII Titoli, unifica queste normative in un unico documento, allineandosi anche alla direttiva europea 2006/112/UE.
Non si tratta solo di una semplice “copia e incolla”. Il testo raccoglie anche le numerose norme che, nel tempo, hanno integrato e modificato la disciplina, incluse quelle specifiche per il settore dell’arte, dell’antiquariato e del collezionismo.
Novità e riorganizzazione strutturale
Il Testo Unico non si limita a raccogliere le norme esistenti, ma le riorganizza completamente per renderle più intuitive.
La bozza approvata, infatti, propone un nuovo ordine di collocamento delle disposizioni, creando un percorso logico:
- Soggetti passivi
- Presupposto oggettivo dell’imposta
- Luogo delle operazioni
- Fatto generatore e esigibilità
- Base imponibile e aliquote
- Esenzioni e non imponibilità
- Rivalsa e detrazione
- Volume d’affari
- Obblighi dei soggetti passivi
- Riscossione (incluse liquidazione e versamenti)
Questa nuova struttura, che con ogni probabilità entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, dopo l’approvazione del Parlamento, rappresenta un notevole passo avanti per la chiarezza e la consultazione della normativa.
Integrazioni significative e focus sulla tecnologia
Oltre a un diverso ordine, il Testo Unico integra in modo organico diverse novità legislative recenti. Tra le più rilevanti:
- Le regole di territorialità per gli eventi in streaming.
- L’esclusione delle società quotate al FTSE MIB dal regime dello split payment a partire dal 1° luglio 2025.
- Il nuovo regime transfrontaliero di franchigia per i soggetti minori.
- Le norme relative all’esenzione per le prestazioni di chirurgia estetica.
Di particolare rilievo è l’armonizzazione di tutte le norme dedicate alla fattura elettronica, alla memorizzazione dei corrispettivi e alla dichiarazione precompilata.