È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 116/2025, noto come “Terra dei Fuochi”, che introduce significative novità nel contrasto all’abbandono dei rifiuti, potenziando i controlli ambientali e inasprendo le sanzioni.
Il provvedimento mira a colpire anche i piccoli gesti di inciviltà, ma lascia aperti alcuni interrogativi, in particolare sul fronte della privacy e delle modalità di utilizzo delle fototrappole.
Nuove regole per l’abbandono di rifiuti di piccole dimensioni
Il Decreto interviene in modo specifico sullo smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi di piccolissime dimensioni, come mozziconi di sigarette o fazzoletti.
Per la prima volta, l’abbandono di questi rifiuti, se effettuato a piedi o con un veicolo, potrà essere sanzionato anche in base al Codice della Strada.
Una delle novità più rilevanti è la possibilità di contestare l’infrazione senza l’obbligo di contestazione immediata, grazie all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza.
- Abbandono con veicolo: l’articolo 201/5 quater del Codice della Strada viene modificato per legittimare l’uso delle fototrappole per questo tipo di controlli. Tuttavia, la piena operatività di questa misura è subordinata all’adozione di un apposito decreto interministeriale. La visualizzazione delle infrazioni dovrà avvenire entro 24 ore dall’accadimento.
- Abbandono a piedi: per i casi in cui l’abbandono avviene a piedi, un’aggiunta all’articolo 255-1bis del Dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale) legittima l’uso dei sistemi di videosorveglianza. Anche in questo caso non è prevista la contestazione immediata e la sanzione amministrativa comunale varia da 80 a 320 euro.
Inasprimento delle sanzioni: arriva la sospensione della patente
Il Decreto inasprisce notevolmente le pene per le violazioni più gravi.
Ogni abbandono “significativo” di rifiuti, sanzionato penalmente ai sensi degli articoli 255, 255-bis, 256 e 258 del Dlgs 152/2006, comporterà ora anche la sospensione della patente di guida del trasgressore.
Anche queste condotte potranno essere rilevate dai sistemi di videosorveglianza comunali.
I dubbi sulla privacy e il trattamento dei dati personali
Nonostante il Decreto rafforzi la base giuridica per il trattamento dei dati personali per le violazioni amministrative meno gravi, concentrandosi sul controllo del degrado urbano, rimangono aperti dei dubbi.
La normativa non fornisce indicazioni precise sulle finalità e gli scopi che i titolari del trattamento dovranno seguire per i propri impianti di videosorveglianza.
Si ritiene che la finalità principale dovrà essere ricercata nella sicurezza urbana o stradale per i controlli amministrativi, mentre una finalità più specialistica come la tutela ambientale potrà essere valutata solo per gli impianti dedicati ai reati più gravi, quelli che comportano la sospensione della patente.
Questo approccio ha anche lo scopo di evitare la proliferazione di cartellonistiche informative “creative” e non uniformi in tutta la città.