La Legge n. 131/2025 introduce un quadro normativo organico per lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione delle aree montane italiane.
Il 19 settembre 2025 pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 12 settembre 2025, n. 131, un provvedimento che riconosce la specificità delle aree montane e delle comunità che vi abitano.
L’obiettivo principale è contrastare squilibri territoriali, crisi demografica e i rischi legati ai cambiamenti climatici, garantendo ai residenti l’accesso a servizi essenziali, dall’istruzione alla sanità.
Criteri di classificazione e strategie di sviluppo
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, un Dpcm definirà i criteri per la classificazione dei Comuni montani, basati su parametri altimetrici e di pendenza.
Questo elenco sarà aggiornato annualmente e costituirà la base per l’accesso alle agevolazioni.
La legge istituisce la “Strategia per la Montagna Italiana” (Smi), che fisserà le priorità e si coordinerà con le strategie regionali e nazionali.
Per il finanziamento di queste misure, è stato creato il “Fondo per lo sviluppo delle Montagne italiane”, con risorse aggiuntive destinate anche a progetti educativi e poli per l’infanzia.
Interventi mirati su servizi e sviluppo economico
La Legge n. 131/2025 interviene su diversi ambiti cruciali per la vita nelle zone montane:
- Servizi pubblici: si prevede un riconoscimento specifico per le scuole di montagna, il rafforzamento dei tribunali montani e la promozione della ricerca e della didattica legate alle specificità del territorio nelle università.
- Sanità: sono previsti incentivi per medici e pediatri e un credito d’imposta per le spese abitative del personale sanitario, per garantire la continuità dei servizi.
- Sviluppo economico e fiscale: il provvedimento riconosce ufficialmente le professioni della montagna (come guide alpine e maestri di sci) e introduce agevolazioni fiscali per giovani imprenditori e imprese locali, con crediti d’imposta fino a tre anni.
Inoltre previsti incentivi per la natalità e agevolazioni tariffarie per utenze come energia, acqua e gas.
La copertura finanziaria del provvedimento prevede uno stanziamento che cresce dai 105 milioni di euro nel 2025 a oltre 101 milioni annui a regime dal 2034, dimostrando un impegno a lungo termine per la valorizzazione del territorio montano.