L’organo di revisione degli enti locali non deve limitarsi a certificare, ma deve diventare un motore di efficienza, suggerendo percorsi virtuosi per una maggiore tenuta dei bilanci contro l’evasione fiscale.
La capacità degli enti locali di riscuotere efficacemente le proprie entrate e contrastare l’evasione tributaria è ritenuta dai Magistrati contabili dell’Emilia Romagna la maggiore garanzia per la solida tenuta degli equilibri di bilancio e per la continuità nell’erogazione dei servizi alla comunità.
Rendere la riscossione più efficiente è, in sintesi, un tema di valore pubblico poiché solo la piena effettività delle entrate permette la completa realizzazione delle politiche pubbliche locali.
Questo focus acquista rinnovata rilevanza anche per l’obiettivo di “Riduzione del tax gap” inserito nel PNRR (Missione 1, Componente 1), che prevede la riduzione della “propensione all’evasione” del 15% entro il 2024 rispetto al 2019.
Il Monito: Requisiti per un Revisore Proattivo
In questo contesto, la Corte dei Conti sottolinea che l’organo di revisione non può essere estraneo, ma deve assumere un ruolo proattivo, agendo nell’ambito delle sue funzioni di collaborazione con l’organo consiliare (ex art. 239, comma 1, lettera a) del TUEL).
1. Vigilanza sulla Tenuta dei Residui Attivi
Il revisore deve operare una rigorosa verifica delle voci conservate a residuo. L’obiettivo è assicurare che in bilancio siano mantenute solo le poste per le quali la riscossione è prevista con un ragionevole grado di certezza.
L’accantonamento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) non può, infatti, essere considerato una soluzione definitiva in un’ottica di lungo periodo.
2. Monitoraggio Attraverso Indicatori Chiave 📊
Il revisore deve svolgere una costante attività di monitoraggio nel tempo, non solo del trend del FCDE, ma anche di altri indicatori di performance, tra cui:
- Indicatore di velocità di riscossione: Misura la capacità di esazione dei crediti dell’ente (rapporto tra riscossioni c/competenza e accertamenti).
- Tasso di formazione dei residui attivi: Misura il livello di nuovi residui generati nell’esercizio (rapporto tra la differenza tra accertamenti e riscossioni c/competenza, e gli accertamenti).
- Tasso di smaltimento dei residui attivi: Misura il grado di riscossione dei residui dagli esercizi precedenti (rapporto tra riscossioni in c/residui e residui iniziali).
- Altri indicatori di misurazione delle performance delle entrate (ex art. 18-bis del D.Lgs 118/2011).
3. Suggerire Percorsi Virtuosi
Il punto cruciale della Delibera è che, allorquando dai monitoraggi emergano fattori di anomalia nella riscossione, l’organo di revisione non deve limitarsi alla sola verbalizzazione e segnalazione.
Deve, invece, assumere un ruolo attivo suggerendo all’ente di intraprendere specifici percorsi e azioni correttive improntati a una maggiore efficienza.
4. Attenzione al Contrasto all’Evasione
Infine, il revisore deve vigilare sulla corretta contabilizzazione delle entrate derivanti da avvisi di liquidazione e di accertamento emessi nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione tributaria.
È necessaria la verifica che l’ente ponga in essere tutte le pratiche per l’individuazione dei soggetti debitori e il recupero del dovuto prima di attivare la riscossione coattiva, a tutela delle proprie ragioni creditorie.