DNSH – Il portale ufficiale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si arricchisce di uno strumento fondamentale per la trasparenza e l’attuazione tecnica dei progetti.
È stata infatti pubblicata la nuova sezione denominata “Normativa, documenti, indicazioni Amministrazioni titolari”, un punto di accesso unico pensato per orientare soggetti attuatori e cittadini nell’applicazione del principio DNSH (Do No Significant Harm).
UN HUB CENTRALIZZATO PER IL “NON ARRECARE DANNO SIGNIFICATIVO”
Il principio DNSH rappresenta il cuore “verde” del PNRR: stabilisce che ogni intervento finanziato non debba arrecare un danno significativo all’ambiente, rispettando i sei obiettivi ambientali definiti dalla tassonomia dell’Unione Europea.
La nuova area del portale Italiadomani.gov.it funge da raccoglitore strategico. Al suo interno sono stati inseriti i rimandi diretti alle pagine istituzionali delle singole Amministrazioni titolari (Ministeri e Dipartimenti), dove vengono fornite le linee guida specifiche, le checklist e la documentazione tecnica necessaria per garantire che ogni investimento sia conforme ai parametri ecologici richiesti.
ANALISI DELLO STATO DELL’ARTE FINO A DICEMBRE 2025
Oltre ai documenti normativi, la sezione offre un’importante chiave di lettura sull’andamento del Piano. È stata infatti resa disponibile l’analisi delle modalità applicative seguite fino a tutto dicembre 2025.
Questo monitoraggio permette di:
- Verificare come le diverse Amministrazioni abbiano recepito i vincoli ambientali nei loro bandi.
- Consultare i modelli di rendicontazione utilizzati nella prima metà del ciclo di vita del PNRR.
- Analizzare le “best practice” adottate per superare le complessità tecniche legate alla transizione ecologica.
SUPPORTO TECNICO PER AMMINISTRAZIONI E SOGGETTI ATTUATORI
L’iniziativa punta a semplificare il lavoro di chi deve mettere a terra i progetti. Navigando nella sezione, è possibile reperire circolari e note esplicative che chiariscono, ad esempio, come compilare le schede di autovalutazione o come interpretare i criteri di esclusione per determinate attività economiche.
L’obiettivo è chiaro: garantire che la spesa dei fondi europei non sia solo rapida, ma anche pienamente sostenibile e in linea con gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale per la tutela del clima e della biodiversità.