L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha accertato la violazione del divieto di pantouflage (o revolving doors) da parte di un ex dipendente di un Comune lombardo.
Il caso ha riguardato un ex Responsabile di Settore del Comune che, dimessosi il 25 febbraio, è stato assunto appena due giorni dopo, il 27 febbraio, da una società privata affidataria della manutenzione di impianti ascensori e cancelli automatici installati presso gli edifici comunali.
La Violazione del Divieto di Pantouflage
Il divieto in questione è sancito dall’art. 53, comma 16-ter, del D.Lgs. 165/2001 e mira a prevenire potenziali conflitti di interesse o l’utilizzo di informazioni riservate acquisite durante il servizio pubblico.
La norma impone un periodo di raffreddamento di tre anni dalla cessazione del rapporto di lavoro, durante il quale l’ex dipendente non può intrattenere rapporti di lavoro con soggetti privati che siano stati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta dallo stesso dipendente.
L’ANAC ha riscontrato che:
- L’assunzione è avvenuta a soli due giorni dalle dimissioni, ignorando il periodo di raffreddamento triennale.
- La società affidataria era direttamente destinataria dell’attività del Comune, attività esercitata mediante poteri autoritativi o negoziali proprio dall’ex dipendente, il quale aveva anche firmato la determina di affidamento.
Le Gravi Conseguenze Deliberate da ANAC
A seguito dell’accertamento della violazione, l’Autorità ha deliberato l’applicazione delle conseguenze previste dalla legge, che incidono sia sul rapporto di lavoro dell’ex dipendente che sulla capacità contrattuale della società privata:
- Nullità del Contratto di Lavoro: È stato dichiarato nullo il contratto di lavoro stipulato tra la società affidataria del servizio e l’ex dipendente comunale.
- Divieto di Contrarre con il Comune: La società privata è stata sanzionata con l’interdizione a contrattare con il Comune coinvolto per un periodo di tre anni, a decorrere dalla data di assunzione dell’interessato.
- Restituzione dei Compensi: L’ANAC ha inoltre deliberato l’obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti dall’ex dipendente in virtù dell’assunzione avvenuta in violazione del divieto.
Questa delibera ribadisce la severità con cui l’ANAC intende tutelare l’integrità e l’imparzialità dell’azione amministrativa, scoraggiando pratiche che possano minare la fiducia nell’operato della Pubblica Amministrazione.