Un emendamento significativo, presentato dalla senatrice leghista Tilde Minasi, mira a rivoluzionare il meccanismo di compensazione per il caro-materiali (i cosiddetti “ristori” per gli extra-costi di costruzione e ferroviari).
L’obiettivo principale è superare il sistema attuale, basato sulla proroga annuale delle misure del Decreto Aiuti, introducendo un meccanismo più stabile e strutturale.
I Punti Chiave dell’Emendamento Segnalato
Se approvato, l’emendamento introdurrà le seguenti novità:
- Compensazione Fissa Fino a Fine Lavori: Sarà introdotta una compensazione fissa dei prezzi che durerà fino alla conclusione dei lavori.
Questa misura si applicherà a circa 13.000 opere (PNRR, FOI ed “esodati”) che sono state avviate prima del 1° luglio 2023, data di entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. - Stop al Meccanismo Annuale: Viene interrotto il meccanismo in vigore fino al 2025, che prevedeva la proroga di anno in anno delle misure di ristoro.
Copertura e Rimodulazione a Costo Zero
Il testo è concepito per essere a costo zero per le casse dello Stato. La copertura finanziaria deriverà dalla:
- Rimodulazione interna delle opere nelle stazioni appaltanti.
- Cancellazione delle opere più indietro nella realizzazione, che libereranno risorse.
Queste risorse verranno utilizzate per aggiornare i prezzi (fino all’80%) delle opere più avanzate.
Osservatorio e Prezzario Nazionale
Viene inoltre prevista la creazione di nuovi strumenti di supporto alla definizione dei costi:
- Prezzario Nazionale Non Vincolante: Sarà introdotto un prezzario nazionale, non vincolante e aggiornato con cadenza annuale. La sua funzione è quella di essere uno strumento di supporto per la definizione dei prezzari regionali.
- Osservatorio Sperimentale: Nasce l’«Osservatorio sperimentale per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche», istituito presso il MIT per gli anni 2026, 2027 e 2028.
Il Nodo del Pregresso (2025)
Nonostante la nuova impostazione, rimane aperta la questione delle compensazioni relative al 2025.
- Stanziamento: L’emendamento stanzia 2,250 miliardi di euro in un apposito Fondo presso il MEF per chiudere la partita del 2025.
- Criticità: Questo capitolo di spesa dovrà affrontare la stretta dei saldi della manovra 2026, che attualmente presenta margini di manovra ridotti.