La lotta alla corruzione e la promozione della trasparenza e dell’integrità pubblica in Italia stanno entrando in una nuova fase, delineata dal Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2025.
Attualmente in consultazione sul sito dell’Anac, questo documento rappresenta la strategia 2026-2028 per tutti gli enti locali.
L’obiettivo è superare un approccio burocratico e adempimentale, focalizzandosi invece su una programmazione razionale e orientata al valore pubblico.
Leve di protezione del valore pubblico (LPVP): il cuore della nuova strategia
La principale novità del PNA 2025 è l’introduzione del concetto di “leve di protezione del valore pubblico (LPVP)”.
L’Anac ha infatti rilevato un parziale disallineamento tra le misure anticorruzione attuali e gli obiettivi di valore pubblico (VP) definiti nei Piani Integrati di Attività e Organizzazione (Piao) delle singole amministrazioni.
Per rimediare a questa lacuna, il documento invita gli enti a integrare la sezione 2.3 del Piao con una matrice di tipo Gaant.
Questa matrice dovrà consentire di governare in maniera razionale gli “obiettivi anticorruzione”, che dovranno essere SMART:
- Specifici (Specific)
- Misurabili (Measurable)
- Raggiungibili (Achievable)
- Rilevanti (Relevant)
- Temporali (Time-based)
In sostanza, per ogni obiettivo di valore pubblico, l’ente dovrà definire quali LPVP (azioni o misure di rischio) applicare per proteggerlo.
L’Anac auspica una formalizzazione dettagliata di questo processo, che includa i risultati attesi, le modalità di misurazione dell’efficacia delle LPVP (anche tramite indicatori specifici) e i target da raggiungere.
Dalla mera compliance alla misurazione delle performance
Il PNA 2025 ribadisce con forza l’importanza di considerare il raggiungimento delle LPVP come parte integrante della performance degli enti locali.
Sebbene la prevenzione della corruzione sia già inserita nella sezione performance del Piao, spesso gli obiettivi associati non hanno indicatori specifici, rendendo difficile misurarne l’effettivo conseguimento.
Il nuovo Piano spinge a superare questa criticità, allineandosi con quanto previsto originariamente dalla legge 190/2012.
L’obiettivo è passare da un mero adempimento di legge a un approccio proattivo che integri la prevenzione della corruzione nella valutazione delle performance organizzative.
Nuovi chiarimenti su contratti pubblici e trasparenza
Il PNA 2025 fornisce inoltre ulteriori chiarimenti sulla nuova disciplina dei contratti pubblici, offrendo esempi concreti di misure da applicare, in particolare per quanto riguarda il conflitto di interessi.
L’Anac ribadisce che le stazioni appaltanti devono programmare misure idonee non solo a gestire, ma anche a prevenire e prevedere i potenziali conflitti.
L’ultima parte del documento è dedicata agli obblighi di pubblicazione previsti dal Dlgs 33/2013.
L’Anac rimanda alle istruzioni operative già fornite con la delibera n. 495 del 25 settembre 2024, sottolineando la volontà di semplificare e razionalizzare il carico amministrativo che pesa sugli enti locali, specialmente per gli obblighi di pubblicazione, ancora troppo frammentati.
L’auspicio è che si acceleri verso la realizzazione di una piattaforma unica della trasparenza entro il 2026.
Le sfide future per gli enti locali
In conclusione, il PNA 2025 rappresenta un’evoluzione significativa nella strategia anticorruzione italiana.
Sebbene il processo di consultazione sia ancora in corso, è chiaro che l’obiettivo è semplificare il carico burocratico e, al contempo, spingere gli enti verso una programmazione più razionale e orientata ai risultati.
Gli enti locali, in particolare i più piccoli, dovranno compiere un notevole sforzo per adottare questi nuovi principi.
Abbracciare la logica della “programmazione razionale” non è solo un nuovo onere amministrativo, ma l’unica via per trasformare la lotta alla corruzione da un mero adempimento a un’azione strategica che protegga il valore pubblico.