Gare pubbliche – Stop alle Certificazioni ISO Obbligatorie: Violato il Principio di Accesso al Mercato.
Con la Delibera n. 345 del 9 settembre 2025, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha ribadito l’illegittimità di clausole di gara che impongono il possesso di certificazioni di qualità (come le norme ISO) come requisito obbligatorio di partecipazione, a pena di esclusione.
Il parere di precontenzioso è stato emesso in seguito all’istanza presentata contro la lex specialis di una gara d’appalto per l’affidamento del servizio di gestione delle infrazioni al Codice della Strada e attività di riscossione coattiva.
Tassatività dei Requisiti nel Nuovo Codice Appalti
La Stazione Appaltante in questione aveva richiesto, tra gli altri requisiti di capacità tecnica e professionale, il possesso delle certificazioni di qualità ISO 9001:2015, ISO 27001:2013, ISO 37001:2016 e ISO 14001 per servizi attinenti all’oggetto della gara.
L’ANAC ha ritenuto tale richiesta in contrasto con gli articoli 10, comma 3, e 100, commi 11 e 12, del D.lgs. n. 36/2023.
La disciplina del Codice, infatti, stabilisce un limite netto alla discrezionalità dell’Amministrazione, imponendo che le stazioni appaltanti richiedano esclusivamente i requisiti di partecipazione normativamente previsti.
L’Autorità ha specificato che l’introduzione di requisiti ulteriori limita ingiustificatamente la concorrenza, riducendo la platea dei potenziali concorrenti e rendendo più complessa la partecipazione.
La Violazione dei Principi Cardine
Nel ribadire la sua posizione, l’ANAC ha sottolineato che il nuovo Codice, pur valorizzando il principio di fiducia e l’autonomia della S.A., ne condiziona le scelte al rispetto dei principi fondamentali, tra cui:
- Principio del Risultato (art. 2).
- Principio di Accesso al Mercato (art. 3).
- Principio di Tassatività delle Cause di Esclusione e Massima Partecipazione (art. 10).
Nel caso specifico, la richiesta di ben quattro certificazioni di qualità è stata considerata sproporzionata.
L’ANAC ha osservato che si trattava di certificazioni di natura trasversale (riguardanti, ad esempio, la qualità dei processi, la sicurezza delle informazioni, la prevenzione dei rischi corruttivi e l’impatto ambientale), piuttosto che requisiti precipui e imprescindibili per la natura dei servizi di gestione sanzioni.
Come Valorizzare le Certificazioni: I Criteri Premiali
L’ANAC ha chiarito che le certificazioni di qualità non devono essere eliminate, ma devono essere correttamente impiegate come elementi premiali.
Questi strumenti, infatti, possono essere valorizzati dalla Stazione Appaltante ai fini della valutazione dell’offerta tecnica (che nel bando in esame valeva 80 punti), anziché essere utilizzati come barriere d’ingresso che limitano la concorrenza.
Per tali motivi, l’Autorità ha invitato la Stazione Appaltante ad annullare in autotutela la clausola contestata del disciplinare di gara e a procedere a una nuova pubblicazione, nel rispetto dei principi e della normativa richiamata.