Il 2025 introduce importanti novità nella gestione dei fondi per le risorse decentrate, offrendo alle amministrazioni la possibilità di integrare gli aumenti previsti dal DL 25/2025 fin da subito o di rimandarne l’introduzione.
È fondamentale, tuttavia, procedere rapidamente alla costituzione del fondo per avviare la contrattazione decentrata, evitando i ritardi che spesso si verificano.
La tempestività non è solo una buona prassi, ma un obbligo contrattuale che le amministrazioni sono tenute a rispettare.
I Passaggi per la Costituzione del Fondo
La costituzione del fondo richiede una procedura chiara e strutturata. Il fondo deve essere istituito tramite una determinazione del dirigente o del responsabile dell’ente.
La parte stabile del fondo viene definita direttamente e in via esclusiva, mentre per l’inserimento delle risorse variabili è necessaria una delibera della giunta.
Queste ultime includono gli aumenti fino all’1,2% del monte salari 1997, fino allo 0,22% del monte salari 2018 e le risorse legate a scelte organizzative discrezionali.
Prima di avviare la contrattazione, è obbligatorio informare le organizzazioni sindacali. Un’altra fase cruciale è l’acquisizione del parere dei revisori dei conti, che può essere fornito insieme a quello sul contratto decentrato.
La Composizione del Fondo 2025
La parte stabile del fondo per il 2025 rimane invariata rispetto al 2024, con due eccezioni fondamentali:
- Aumento del personale: Se il numero dei dipendenti è superiore a quello del 31 dicembre 2018, la parte stabile e le risorse per le “elevate qualificazioni” devono essere incrementate per mantenere il salario accessorio medio pro capite di quell’anno. Questo incremento non rientra nel tetto di spesa del 2016.
- Cessazioni dal servizio: Le risorse derivanti dalla cessazione di dipendenti che beneficiavano della RIA (Retribuzione Individuale di Anzianità) e/o di assegni ad personam devono essere reintegrate nel fondo, ma questo aumento è incluso nel tetto di spesa del 2016.
La parte variabile, invece, deve essere ricalcolata annualmente e gli aumenti discrezionali devono essere approvati con una specifica delibera della giunta.
Nuovi Incrementi e Sostenibilità Finanziaria
In base al DL 25/2025, Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni possono incrementare, in deroga al tetto del salario accessorio del 2016, la parte stabile del fondo fino a un massimo del 48% del trattamento economico fondamentale erogato nel 2023.
Questo incremento, sebbene possibile già nel 2025, ha un impatto sulla spesa del personale e, di conseguenza, sulla capacità assunzionale. È essenziale, quindi, valutarne attentamente la sostenibilità finanziaria.
È importante sottolineare che questa decisione può essere presa anche in una fase successiva e non è vincolante per l’anno in corso; le amministrazioni possono scegliere di non applicare l’aumento o di utilizzarlo solo parzialmente.
Una volta adottato, tuttavia, l’incremento non può essere successivamente ridotto o annullato.