Il Sistema IT-Wallet entra in una nuova fase di sviluppo. Con oltre 12 milioni di attivazioni registrate tramite l’App IO nell’ultimo anno e mezzo, il sistema avvia il percorso di consolidamento previsto dall’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale.
Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato l’avvio del processo che porterà all’apertura del sistema anche ai fornitori privati di portafogli digitali.
L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema interoperabile in cui coesistano l’IT-Wallet pubblico — integrato nell’App IO e gestito da PagoPA S.p.A. — e i wallet sviluppati da operatori privati, tutti soggetti ai medesimi requisiti di sicurezza, interoperabilità e protezione dei dati personali.
La finalità resta quella di offrire a cittadini e imprese strumenti digitali certificati per accedere ai servizi pubblici e privati in modo semplice, sicuro e uniforme, senza però rendere obbligatoria la sostituzione dei documenti fisici.
L’iniziativa si colloca inoltre nel percorso europeo di attuazione dell’EUDI Wallet, previsto dal regolamento eIDAS 2.0: il Sistema IT-Wallet rappresenta il modello nazionale chiamato a dialogare con il futuro ecosistema europeo delle identità digitali.
La sandbox nazionale si apre agli operatori privati
L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, responsabile dell’infrastruttura centrale e dell’emissione degli attestati elettronici pubblici, gestisce l’ambiente nazionale di sperimentazione attivato per le Pubbliche Amministrazioni nel maggio 2026 e ora esteso ai soggetti privati interessati a sviluppare servizi di digital wallet.
I futuri Wallet Provider potranno richiedere l’accesso alla sandbox tramite posta elettronica certificata, verificando l’interoperabilità delle proprie soluzioni con l’infrastruttura nazionale. L’intero ambiente di prova utilizza esclusivamente dati fittizi, in modo da garantire il pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali durante le attività di collaudo.
La fase sperimentale permetterà di verificare in anticipo la conformità tecnica delle soluzioni che, una volta autorizzate, potranno interagire con le infrastrutture pubbliche secondo regole comuni e standard condivisi.
Il quadro normativo verso il completamento
L’effettiva operatività dell’ecosistema resta comunque subordinata al completamento del quadro attuativo previsto dall’articolo 64-quater del CAD. Sono infatti ancora in attesa di pubblicazione i DPCM destinati a disciplinare, rispettivamente, la governance del sistema e il suo funzionamento tecnico.
A questi si aggiungeranno i decreti del Dipartimento per la Trasformazione Digitale dedicati alle specifiche tecniche e al trattamento dei dati personali, oltre al regolamento AgID che stabilirà modalità e requisiti di adesione per Pubbliche Amministrazioni e operatori privati.
Il completamento di questo impianto regolatorio costituirà il presupposto indispensabile per la piena diffusione dei wallet digitali certificati sul territorio nazionale.
Gli impatti organizzativi per le Pubbliche Amministrazioni
Per le amministrazioni, il passaggio al nuovo modello non si limiterà all’adozione di nuove tecnologie, ma richiederà un aggiornamento dei processi amministrativi e delle modalità di erogazione dei servizi.
Gli enti dovranno infatti essere in grado di accettare e verificare attestati digitali provenienti non solo dall’IT-Wallet pubblico, ma anche da una pluralità di wallet privati accreditati, garantendo uniformità nelle verifiche e piena validità giuridica delle credenziali presentate dagli utenti.
In questa prospettiva, dirigenti e Responsabili per la Transizione Digitale possono già avviare alcune attività preparatorie:
- mappare i procedimenti amministrativi in cui è richiesta l’identificazione dell’utente o la verifica di attestati digitali;
- pianificare l’adeguamento di portali, sistemi gestionali e postazioni di sportello alle future modalità di verifica previste dalle regole tecniche;
- coinvolgere tempestivamente i fornitori ICT per programmare gli aggiornamenti tecnologici necessari;
- predisporre iniziative formative per gli operatori di front-office, chiamati a gestire le nuove modalità di identificazione digitale;
- monitorare costantemente la pubblicazione dei provvedimenti attuativi e delle future linee guida AgID.
Anticipare queste attività consentirà di ridurre i tempi di adeguamento e garantire una transizione ordinata verso il nuovo ecosistema nazionale.
Una fase preparatoria da non sottovalutare
L’apertura della sandbox nazionale rappresenta un passaggio decisivo nell’evoluzione del Sistema IT-Wallet. Se finora il progetto si è concentrato prevalentemente sulla costruzione dell’infrastruttura pubblica, questa nuova fase apre concretamente il mercato ai soggetti privati e avvicina il momento in cui cittadini e imprese potranno scegliere liberamente il wallet digitale con cui gestire credenziali e attestati elettronici.
Per le Pubbliche Amministrazioni, il tempo dell’osservazione lascia progressivamente spazio alla pianificazione: predisporre fin d’ora sistemi informativi, procedure e competenze organizzative significa arrivare pronti all’integrazione dei wallet privati, assicurando continuità dei servizi, piena interoperabilità e un’esperienza digitale più semplice e sicura per cittadini e imprese.