Un ingorgo amministrativo senza precedenti, aggravato dalla contemporanea attuazione del PNRR, sta frenando drasticamente la spesa dei Fondi di Coesione.
La situazione ha spinto il Governo e le Regioni ad aprire un tavolo di confronto per valutare possibili correttivi, compreso un intervento normativo.
La Crisi dei Cronoprogrammi e i Tassi di Spesa Bassa
Il punto di frizione principale riguarda i 21 Accordi per la Coesione (per un totale di quasi 30 miliardi di euro di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione – FSC, più oltre 10 miliardi di cofinanziamenti) firmati tra la fine del 2023 e il 2024. Questi accordi riguardano oltre 3.100 misure con scadenze rigide anno per anno fino al 2035.
I dati ufficiali della Ragioneria dello Stato (aggiornati a fine agosto) confermano la crisi:
- Pagamenti effettuati: solo il 4,48% rispetto al programmato.
- Impegni assunti: si attestano al 13,8%.
Le Cause del “Tilt” Amministrativo
In un documento inviato al Governo, la Conferenza delle Regioni descrive una situazione “in tilt” e chiede la revisione immediata dei cronoprogrammi.
I governatori individuano le cause principali nella triplice sovrapposizione di impegni che ha messo sotto stress la già fragile macchina amministrativa regionale:
- Ritardo nell’Avvio: Il ciclo di programmazione 2021-2027 è stato avviato in ritardo (Regolamenti a fine 2021, Programmi a fine 2022).
- PNRR Concomitante: La gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che coinvolge spesso gli stessi soggetti attuatori.
- Programmi Complementari: La gestione dei termini conclusivi di questi Programmi e la contemporanea definizione dei cronoprogrammi FSC 2021-2027.
Le Richieste di Modifica al Decreto Coesione
Le Regioni sollecitano una tripla modifica al Decreto Coesione del 2023 per introdurre maggiore flessibilità:
- Maggiore Flessibilità sull’Articolo 2: Rivedere la norma che sanziona i ritardi con il definanziamento, pari alla differenza tra la spesa annuale preventiva e i pagamenti effettivi.
- Vincolo di Variazione: Allentare il vincolo che subordina ogni variazione dei cronoprogrammi alla dimostrazione formale di una impossibilità oggettiva non imputabile all’Amministrazione o al soggetto attuatore.
- Innalzamento dell’Anticipazione: Innalzare la soglia massima di anticipazione del piano finanziario, oggi fissata nel decreto al 10%, che viene erogata entro ciascun anno.
Necessità di Coordinamento e Problemi di Interoperabilità
Palazzo Chigi e il Ministero per gli Affari UE, il PNRR e la Coesione, guidato da Tommaso Foti, sono chiamati a intervenire, anche tramite emendamenti al disegno di legge di bilancio.
La Conferenza delle Regioni sottolinea come l’attuale situazione renda cruciale un maggiore coordinamento degli investimenti tra i diversi grandi capitoli di spesa (FSC, PNRR, Fondi strutturali 2021-2027), per evitare sovrapposizioni tra le fonti di finanziamento.
Un ostacolo tecnico aggiuntivo, sollevato dai tecnici regionali, è la limitata interoperabilità con il sistema Regis della Ragioneria dello Stato.
Questa limitazione rende difficile la consultazione e la tracciabilità dei progetti da parte delle Regioni, portando al paradosso che investimenti sovrapponibili possano essere finanziati con fondi diversi a causa della mancanza di comunicazione tra le banche dati.