Il panorama della gestione delle risorse umane nella Pubblica Amministrazione locale sta vivendo una trasformazione profonda. Il welfare integrativo, un tempo considerato un tema marginale o una “concessione” facoltativa, è oggi diventato lo strumento principale per affrontare le sfide dell’attrattività e della ritenzione dei talenti.
Ciò permette agli Enti di competere con il settore privato non solo sul piano retributivo, ma soprattutto su quello della qualità della vita.
Il superamento dei vecchi ostacoli: Risorse e Vincoli
Fino al 2021, lo sviluppo di piani di welfare nella P.A. è stato frenato da una triade di criticità: scarsità di fondi, vincoli di bilancio e l’incertezza sulla possibilità di superare il tetto del trattamento accessorio (limite 2016).
Il punto di svolta è arrivato con il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico”, consolidatosi poi con il DL n. 25/2025 (Decreto P.A.).
Quest’ultimo ha introdotto una novità strutturale: la possibilità per gli Enti Locali di incrementare il Fondo risorse decentrate in deroga ai limiti storici, fino a un’incidenza massima del 48% delle risorse stabili rispetto alla spesa per gli stipendi tabellari del 2023.
Le fonti di finanziamento e il ruolo della Polizia Locale
Una delle questioni più dibattute riguardava il computo delle spese di welfare nel limite fissato dall’art. 23, comma 2, del D.lgs. 75/2017. La Legge di Bilancio 2025 ha chiarito che i benefici di welfare concorrono al tetto, salvo quelli previsti da specifiche disposizioni di legge.
In questo solco si inserisce la fondamentale Deliberazione n. 281/2025 della Corte dei Conti Lombardia.
I magistrati contabili hanno stabilito che le risorse per il welfare della Polizia Locale, derivanti dai proventi delle sanzioni stradali (ex art. 208 Codice della Strada), sono escluse dal limite del trattamento accessorio. Questo perché:
- Esiste una norma di legge espressa che ne autorizza la destinazione assistenziale.
- Il CCNL Funzioni Locali ne conferma l’utilizzo specifico per previdenza e assistenza.
Il Welfare come strumento di Onboarding e Carriera
La centralità del welfare è stata ribadita nell’ipotesi di CCNL Funzioni Locali sottoscritta il 3 novembre 2025.
L’art. 7 sposta l’attenzione sui neo-assunti: la contrattazione decentrata deve favorire l’inserimento del nuovo personale proprio attraverso pacchetti di welfare e flessibilità (lavoro a distanza).
Non si tratta più solo di sussidi, ma di un ecosistema che comprende:
- Sostegno alla genitorialità e istruzione dei figli.
- Sanità integrativa e polizze assicurative.
- Agevolazioni per l’accesso al credito e anticipazioni.
- Misure di conciliazione vita-lavoro.
Verso il Triennio 2025-2027: Una Sfida Gestionale
La “Dichiarazione congiunta n. 4” della preintesa contrattuale e le nuove direttive ministeriali per il triennio 2025-2027 confermano la volontà di superare definitivamente i tetti di spesa per il salario accessorio.
Per gli Enti Locali, la sfida non è più “se” fare welfare, ma “come” farlo. La libertà di manovra concessa dal limite del 48% e dalle entrate extratabellari (come i proventi del CdS) impone una capacità di progettazione organizzativa raffinata: trasformare le risorse finanziarie in servizi reali che migliorino il clima interno e l’efficacia dell’azione amministrativa.