Il Ministero della Cultura ha annunciato l’avvio del primo decreto attuativo del “Decreto Cultura”, un provvedimento destinato a supportare le biblioteche pubbliche e, di riflesso, l’editoria locale.
L’obiettivo è quello di garantire che le risorse economiche messe a disposizione abbiano un impatto concreto sui territori.
30 milioni di euro per l’acquisto di libri
Il provvedimento, annunciato dal Ministro Alessandro Giuli, disciplina l’utilizzo di 30 milioni di euro destinati all’acquisto di libri, sia in formato cartaceo che digitale.
L’iter per l’adozione del decreto è già partito, con l’invio dello schema normativo alla Conferenza Unificata per il parere previsto.
Chi può accedere ai fondi?
I contributi sono aperti a una vasta gamma di biblioteche, a patto che siano aperte al pubblico. Possono presentare domanda:
- Biblioteche gestite da amministrazioni centrali dello Stato.
- Biblioteche di enti pubblici territoriali (come Comuni o Regioni).
- Biblioteche di istituzioni private senza scopo di lucro.
Requisiti per ottenere il finanziamento
Per beneficiare dei fondi, le biblioteche dovranno soddisfare due requisiti principali:
- Garantire l’accesso libero e gratuito ai propri spazi e servizi.
- Organizzare almeno un evento culturale al mese, collaborando attivamente con realtà locali come associazioni, scuole, università, piccoli editori e organizzazioni del terzo settore.
Come spendere i soldi: un vincolo per sostenere il territorio
Il decreto stabilisce che i fondi dovranno essere spesi interamente per l’acquisto di libri. Tuttavia, la spesa è vincolata da precise indicazioni, pensate per stimolare l’economia locale:
- Acquisto da librerie ed editori locali: Gli acquisti dovranno essere effettuati presso esercizi commerciali presenti sul territorio.
- Valorizzazione dell’editoria di prossimità: Una quota dei volumi acquistati dovrà provenire da opere di autori locali o su tematiche d’interesse per la comunità di riferimento, privilegiando i piccoli editori.