Il Tribunale di Roma ha sospeso la sanzione di 15 milioni di euro inflitta dal Garante per la privacy a OpenAI, la società che gestisce ChatGPT. Questa decisione rappresenta una svolta significativa nel dibattito sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale e la protezione dei dati personali.
Il Tribunale di Roma, con un’ordinanza del 21 marzo 2025, ha disposto la sospensione cautelare della sanzione, subordinandola al pagamento di una cauzione da parte di OpenAI.
Questa decisione congela temporaneamente l’efficacia del provvedimento del Garante, che aveva rilevato diverse violazioni del GDPR da parte di OpenAI. Il Garante aveva accusato OpenAI di trattamento illecito dei dati personali, violazione del principio di trasparenza, mancanza di meccanismi di verifica dell’età (con conseguente rischio per i minori), mancata notifica di un attacco informatico e inottemperanza a un precedente ordine del Garante.
La sanzione è sospesa condizionatamente al pagamento della cauzione, mentre il tribunale esaminerà la legittimità del provvedimento del Garante. Rimangono dei dubbi sulla liceità e sulla correttezza dell’operato di ChatGPT per ciò che concerne numerosi aspetti della conformità alla normativa sulla protezione dei dati personali europea.