Si riaprono le porte del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche. Per le Stazioni Appaltanti è il momento di rimettere mano alle carte e monitorare il calendario: dal 1° febbraio 2026 prende il via la nuova finestra temporale per richiedere le risorse necessarie a fronteggiare l’adeguamento dei prezzi.
LE DATE DA SEGNARE IN AGENDA
Il periodo per la presentazione delle istanze è stretto e non ammette deroghe. Le domande possono essere inoltrate a partire dal 1° febbraio 2026 e tassativamente entro il 28 febbraio 2026.
Ma attenzione: non tutte le lavorazioni sono ammissibili in questa fase. La finestra riguarda esclusivamente gli interventi eseguiti, contabilizzati e annotati dal Direttore dei lavori nel libretto delle misure nel lasso di tempo compreso tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2025.
IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Le “regole del gioco” non cambiano rispetto alla precedente tornata di luglio 2025. Il faro normativo resta il Decreto n. 106 dell’8 maggio 2025, che disciplina sia le modalità operative che i requisiti d’accesso.
È fondamentale che le Stazioni Appaltanti verifichino il rispetto di ogni condizione prevista dal decreto per evitare che l’istanza venga rigettata per vizi di forma o mancanza di presupposti.
LA PROCEDURA: DALLA PIATTAFORMA ALLA PEC
La burocrazia richiede precisione chirurgica. Il processo si articola in tre passaggi obbligatori, da seguire “a pena di esclusione”:
- Inserimento Dati: L’istanza va compilata esclusivamente sulla piattaforma dedicata del Ministero: adeguamentoprezzi.mit.gov.it.
- Firma Digitale: Una volta completata la procedura online, il documento va scaricato e firmato digitalmente dal legale rappresentante (o da un suo delegato formalmente incaricato).
- Invio Finale: Il file firmato deve essere trasmesso all’indirizzo PEC adeguamentoprezzi.dgespa@pec.mit.gov.it.
Si ricorda che l’invio deve avvenire entro i termini stabiliti. Una firma dimenticata o una PEC inviata il 1° marzo renderanno vano tutto il lavoro precedente.