Le Sezioni Riunite ribadiscono: la qualificazione di “società a controllo pubblico” (TUSP) prescinde dal coordinamento formale e si basa sull’influenza dominante esercitata in concreto.
Le Sezioni Riunite della Corte dei conti hanno emesso un importante pronunciamento che chiarisce i criteri per l’applicazione del regime stringente previsto dal Testo Unico in materia di Società a Partecipazione Pubblica (TUSP, D.lgs. n. 175/2016).
Il Collegio ha ribadito che, ai fini della corretta applicazione degli artt. 6, 11, 14, 19, 22 e 25 del TUSP, la qualificazione di una società come “a controllo pubblico” (Art. 2, lett. b) e m) TUSP) non può essere elusa per la mera assenza di accordi formalizzati tra i soci pubblici (come patti parasociali o specifiche clausole statutarie).
La Visione “Sostanzialistica” del Controllo di Fatto
Il principio cardine affermato è che la verifica sulla sussistenza del controllo pubblico deve essere condotta in concreto, superando l’approccio meramente formalistico.
Anche in assenza di meccanismi di coordinamento espliciti, è necessario esaminare il modello organizzativo e decisionale della società al fine di accertare l’esistenza di un controllo di fatto, assimilabile al disposto dell’Art. 2359, comma 2, del Codice Civile.
Il Collegio adotta, in definitiva, una visione “sostanzialistica” del controllo.
Se la Pubblica Amministrazione (P.A.), intesa come soggetto unitario dell’ordinamento, esercita un’influenza dominante sulle scelte strategiche e finanziarie della società, si configura il controllo pubblico, indipendentemente dalla formalizzazione degli accordi tra gli enti soci.
Gli Elementi Concreti che Confermano il Controllo Pubblico
Nel caso di specie (relativo a una società Omissis S.p.A.), le Sezioni Riunite hanno individuato una pluralità di elementi fattuali che hanno confermato la sussistenza di un effettivo controllo pubblico, nonostante la possibile assenza di un coordinamento formale:
- Maggioranza Relativa e Diritti di Voto: La componente pubblica (Comune e Provincia, insieme ad altri soci pubblici) detiene la maggioranza relativa delle azioni e dei diritti di voto della società.
- Nomina degli Organi Sociali: I soci pubblici sono in grado di nominare la maggioranza degli organi sociali, in particolare il Presidente e i componenti del Consiglio di Amministrazione (CdA).
- Assenza di Poteri di Veto Privati: La componente privata non dispone di strumenti idonei (come maggioranze qualificate o poteri di veto) capaci di condizionare o bloccare le decisioni finanziarie e gestionali strategiche.
- Influenza sulla Gestione Economica: La gestione finanziaria della società risulta fortemente influenzata dagli interventi del decisore pubblico, come dimostrato dall’erogazione di ingenti contributi regionali utilizzati per ripianare le perdite. Ciò evidenzia un controllo di fatto sulle scelte strategiche che vanno oltre la mera partecipazione.
L’accertamento del controllo di fatto, basato su questi indizi concreti, rende la società soggetta all’intera e vincolante disciplina del TUSP, con tutte le conseguenze in termini di spending review, limiti agli acquisti, gestione del personale e dismissioni.