Un nuovo caso di presunta mala gestione dei concorsi pubblici scuote il mondo accademico del Sud Italia. Al centro della vicenda, una procedura selettiva per il conferimento di un incarico di esperto tutor, finita sotto la lente d’ingrandimento dell’ANAC per una palese violazione delle norme sull’imparzialità.
Il fatto: un legame familiare troppo stretto
La selezione, basata su un colloquio conoscitivo, ha visto tra i partecipanti — e successivamente tra i vincitori — il coniuge del Presidente di Commissione originariamente designato.
Nonostante le strutture burocratiche dell’Ateneo avessero inizialmente proceduto con l’iter, la coincidenza tra il ruolo di controllo e il legame di parentela ha fatto scattare le segnalazioni al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT).
Le incongruenze rilevate dall’Autorità
A seguito degli accertamenti e dei chiarimenti forniti dal RPCT, l’Anac ha riscontrato una serie di incongruenze procedurali.
Secondo l’Autorità, gli elementi raccolti fanno sorgere un “ragionevole dubbio” non solo sulla corretta esecuzione della selezione, ma soprattutto sull’efficacia delle misure adottate per prevenire il conflitto di interessi.
La normativa vigente (D.P.R. 62/2013 e s.m.i.) impone infatti obblighi di astensione rigorosi: il solo rischio di una percezione di parzialità è sufficiente a inficiare la regolarità di un concorso pubblico.
La decisione: palla all’Ateneo per l’autotutela
Con un atto approvato dal Consiglio dell’Autorità lo scorso 3 febbraio 2026, il Presidente dell’Anac ha rimesso ufficialmente la questione all’Ateneo coinvolto. L’Autorità ha chiarito che:
- La gestione concreta del merito spetta all’Università.
- È necessario valutare ogni azione volta a superare le criticità emerse.
- Resta sul tavolo l’ipotesi dell’annullamento in autotutela della procedura, per ripristinare la legalità e l’immagine dell’istituzione.
L’annullamento in autotutela è il potere della Pubblica Amministrazione di eliminare un proprio atto illegittimo, quando sussista un interesse pubblico attuale e concreto, evitando così futuri contenziosi giudiziari ancora più onerosi.