Le procedure per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica rappresentano oggi uno dei principali ostacoli all’attività amministrativa ed edilizia in Italia.
Secondo la delegazione dell’Ance, audita presso la Commissione Ambiente della Camera, l’attuale sistema genera rallentamenti critici e, in molti casi, veri e propri blocchi per gli interventi su immobili vincolati.
Il disegno di legge delega attualmente in discussione (già licenziato dal Senato) è visto dall’Ance come un “punto di partenza”, ma ancora lontano dal garantire quell’equilibrio necessario tra la tutela del valore paesaggistico e la certezza dei tempi per cittadini e imprese.
Le criticità del DDL: verso una revisione del DPR 31/2017
Nonostante l’apprezzamento per il tentativo di armonizzare il Codice dei Beni Culturali con il Testo Unico Edilizia (DPR 380/01) e la Legge 241/90, l’Ance evidenzia una lacuna fondamentale: la gestione degli interventi esclusi dal vincolo.
L’Associazione propone di:
- Rivedere integralmente il DPR 31/2017: includendo e aggiornando l’Allegato A (interventi liberi).
- Identificare gli interventi di “lieve entità”: definire standard nazionali univoci per evitare interpretazioni difformi tra le varie Soprintendenze.
- Digitalizzare le pratiche: adottare modelli standardizzati e telematici per ridurre la discrezionalità burocratica.
Decentramento e conformità dei piani
Un punto centrale della riforma riguarda la volontà di devolvere in via esclusiva a Regioni e Comuni delegati il rilascio dell’autorizzazione.
L’Ance giudica positivamente questa direzione, ma pone una condizione essenziale: il criterio non deve restare “ostaggio” della previa verifica di conformità dei piani urbanistici al Piano Paesaggistico Regionale (PPR).
Per i costruttori, gli enti locali devono essere supportati con linee guida ministeriali chiare che garantiscano un esercizio uniforme della tutela su tutto il territorio nazionale.
La battaglia sul “Silenzio Assenso” e le sanatorie
Per eliminare l’inerzia amministrativa, l’Ance suggerisce di recepire alcune proposte contenute nei disegni di legge collegati, puntando su meccanismi di semplificazione radicale:
- Silenzio Assenso della Soprintendenza: superato il termine stabilito, l’inerzia deve tradursi in parere favorevole, obbligando Regione e Comune a procedere.
- Sanatoria Paesaggistica: estensione della possibilità di sanatoria anche per i lavori realizzati senza autorizzazione preventiva, purché conformi ai titoli edilizi rilasciati e compatibili con il vincolo.
- Allineamento temporale: uniformare la durata di validità dell’autorizzazione paesaggistica a quella dei permessi di costruire e degli altri titoli abilitativi.