Gravissime criticità nella gestione di un Accordo-quadro finanziato con fondi PNRR in un Comune dell’Area metropolitana di Bari.
Lo ha stabilito l’Autorità Nazionale Anticorruzione a conclusione di un’istruttoria che ha evidenziato violazioni del Codice dei Contratti, insufficienze progettuali e ritardi significativi nell’esecuzione dell’opera.
Il procedimento, del valore iniziale di 3,9 milioni di euro (incrementabile fino a 4,77 milioni), è ora sotto la lente d’ingrandimento per la sua illegittimità.
Illegittimità della Gara: Stazione Appaltante non Qualificata
La principale e più pesante criticità riguarda l’affidamento.
Sebbene l’intervento fosse gestito da un’Unione di Comuni come soggetto responsabile, la fase di gara è stata condotta da un Comune privo della necessaria qualificazione come Stazione Appaltante, contravvenendo al Dlgs. n. 36/2023 sulle centralizzazioni e sui requisiti obbligatori.
L’Autorità ha ribadito un principio ormai consolidato: “Nelle Gare svolte su delega, tutti gli atti sostanziali devono essere adottati dalla Centrale di committenza o dalla Stazione appaltante qualificata”.
Questa posizione è stata richiamata dall’ANAC in diverse delibere recenti (tra cui n. 255/2024 e n. 465/2024 e successive), confermando l’illegittimità della procedura di gara in assenza del requisito di qualificazione.
Errore Progettuale: Non si Poteva Usare l’Accordo-Quadro
L’ANAC ha riscontrato una seconda grave violazione legata al livello progettuale posto a base di gara. Il Progetto Definitivo era incompleto e inadeguato, carente di molti contenuti essenziali per definire precisamente le prestazioni richieste.
L’Autorità è stata perentoria:
- Quando il progetto non individua compiutamente l’opera da realizzare, non è legittimo ricorrere all’Accordo-quadro con unico operatore (ai sensi dell’art. 59, commi 1 e 4 lett. a) del Dlgs. n. 36/2023).
Una scelta progettuale errata fin dall’origine che ha avuto inevitabili ripercussioni sull’effettiva esecuzione dei lavori.
Ritardi Esecutivi e Rischio PNRR
Oltre alle irregolarità formali, l’ANAC ha segnalato un quadro esecutivo fortemente critico, che rallenta l’intervento e ne mette a rischio il finanziamento PNRR. Tra le principali anomalie rilevate:
- Ritardi significativi nell’avvio e nella prosecuzione dei lavori.
- Progettazione esecutiva inadeguata e trasmessa con forte ritardo (Novembre 2023).
- Mancata disponibilità di alcune aree di cantiere essenziali.
- Lentezze nei processi interni di approvazione dei livelli progettuali.
Richiesta di Misure Correttive
A conclusione dell’istruttoria, l’ANAC ha imposto alla Stazione Appaltante di comunicare, entro 30 giorni, quali iniziative concrete intenda adottare per:
- Rimediare alle irregolarità riscontrate nella procedura.
- Riallineare l’intervento alle previsioni normative e, soprattutto, alle stringenti scadenze temporali previste dal PNRR.