Il passaggio di personale dal settore pubblico a quello privato rischia di creare zone d’ombra nella gestione dei fondi del PNRR. L’ANAC ha invitato ufficialmente Governo e Parlamento a rivedere l’attuale assetto normativo che esenta i professionisti e gli esperti del PNRR dal rispetto del divieto di pantouflage.
Cos’è il pantouflage e perché è nata la deroga
Il pantouflage (o “pantofolaggio”), regolato dall’articolo 53 del d.lgs. n. 165/2001, prevede un periodo di “raffreddamento” di tre anni. Durante questo triennio, i dipendenti pubblici che hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali non possono svolgere attività lavorativa presso i privati che ne sono stati destinatari.
Tuttavia, il decreto Reclutamento PNRR (DL n. 80/2021) ha introdotto una deroga espressa per gli esperti con contratto di lavoro autonomo e per il personale ad alta specializzazione assunto a tempo determinato.
Una scelta originariamente giustificata dalla natura straordinaria del Piano e dalla necessità di attrarre velocemente alte professionalità, senza spaventarle con vincoli post-impiego.
Le criticità rilevate da ANAC: procedimenti archiviati in settori sensibili
L’attività di vigilanza dell’ANAC ha però fatto emergere una realtà complessa. L’Autorità ha dovuto archiviare diversi procedimenti legati a palesi situazioni di incompatibilità successiva proprio a causa di questa “scappatoia” legale.
Molti dei casi esaminati riguardavano ambiti delicatissimi, come le procedure di affidamento di servizi e i bandi a evidenza pubblica legati all’attuazione dei progetti PNRR.
Il rischio: contratti a termine più esposti a condizionamenti
Secondo l’ANAC, la deroga rischia di “sterilizzare” l’efficacia stessa della norma anticorruzione. Paradosso vuole che la natura intrinsecamente temporanea dei contratti PNRR possa esporre i professionisti a maggiori pressioni esterne.
Il rischio concreto è che un dipendente pubblico a termine sia tentato di precostituirsi una posizione di vantaggio presso un’azienda privata proprio mentre gestisce le procedure pubbliche per conto dello Stato.
Questione urgente fino al 2026 (e oltre)
La questione non è affatto superata, ma resta di stretta attualità. I contratti per il personale PNRR sono stati infatti prorogati fino al 31 dicembre 2026.
Se la norma non verrà modificata, gli effetti di questa esenzione si trascineranno per i tre anni successivi alla scadenza degli incarichi.
Per questo motivo, ANAC ha segnalato la necessità di un intervento legislativo mirato a eliminare o limitare la deroga, offrendo la propria totale disponibilità a collaborare con le istituzioni per riscrivere le regole.