Una recente sentenza del TAR Cagliari (n. 944/2025) ha annullato un’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Dorgali.
Stabilito un principio fondamentale in tema di abusi edilizi e condono: l’Amministrazione deve concludere il procedimento di sanatoria con un provvedimento espresso di diniego prima di poter emettere l’ordinanza di demolizione dell’opera abusiva.
I giudici sardi hanno chiarito che l’ordinanza di demolizione non può assumere la natura e l’effetto di un “atto amministrativo implicito” di diniego del condono, soprattutto se nel procedimento di sanatoria sono state omesse garanzie procedurali essenziali, come il preavviso di rigetto.
Il Caso Specifico: Difformità, Condono e Inerzia
Il caso riguardava la proprietaria di un terreno agricolo che, autorizzata a costruire un semplice deposito attrezzi, aveva invece realizzato un immobile più ampio a uso residenziale, chiedendone poi il condono nel 2004, inclusa la sanatoria per il cambio di destinazione d’uso.
I punti chiave della vicenda erano:
- Abuso: Realizzazione di un immobile residenziale più ampio di quello autorizzato (deposito attrezzi).
- Istanza di Condono (2004): Richiesta di sanatoria per difformità e cambio d’uso.
- Parere Regionale di Improcedibilità: La Direzione generale della Pianificazione urbanistica della Regione Sardegna aveva dichiarato l’istanza improcedibile nel 2018 per omesso deposito di documentazione integrativa (richiesta nel 2008 e 2015).
- Ordinanza di Demolizione (2019): Il Comune ha emesso l’ordinanza basandosi sulla nota regionale di improcedibilità e sulla giurisprudenza che circoscriveva il condono agli abusi “minori”.
Il Comune aveva anche specificato che, in caso di inadempienza, si sarebbe proceduto all’acquisizione di diritto del bene e dell’area di sedime.
La Criticità Decisiva: Mancanza del Diniego Formale
La ricorrente ha impugnato l’ordinanza lamentando che il Comune avesse agito senza essersi precedentemente espresso sull’istanza di condono con un atto formale di diniego.
L’unica risposta era stata la nota regionale di improcedibilità, non un diniego espresso comunale.
Il TAR ha accolto tale argomentazione, stabilendo che:
“Non vi è dubbio, in apice, che prima di emettere l’ordinanza di demolizione il Comune avrebbe dovuto concludere il procedimento aperto dall’istanza di condono con un provvedimento di diniego della stessa.”
L’omissione del preavviso di diniego (necessario per l’istanza di condono) è stato un vizio sufficiente per annullare l’ordinanza di demolizione, impedendo di attribuirle un valore implicito di rigetto.
Inoltre, il ricorso è stato accolto anche per la mancata notifica del provvedimento alla ricorrente (a causa di un trasferimento di residenza), confermando l’importanza del rispetto delle garanzie di partecipazione e conoscenza procedurale.