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31-08-2015 IL TAR SI PRONUNCIA: AI CONSIGLIERI DEVONO ESSERE PRESENTATI SOLO I PROCEDIMENTI DI APPROVAZIONE DEL CONTO CONSUNTIVO

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Il Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli, sezione I, con la sentenza n. 3374 del 25 giugno 2015, si è pronunciato in merito ad un ricorso, proposto da alcuni consiglieri comunali, avverso delle delibere recanti atti del bilancio preventivo dell'ente di appartenenza.

In primo luogo, il giudice campano ha chiarito che i consiglieri comunali possono impugnare le deliberazioni dell'organo di appartenenza soltanto qualora siano addotte violazioni procedurali direttamente lesive del munus rivestito o nel caso in cui vengano in rilievo atti incidenti in via diretta sul diritto all'ufficio. In tal senso, è stato esclusa la possibilità secondo cui ogni violazione di forma o di sostanza nell'adozione di una deliberazione, possa produrre di per sé un atto illegittimo impugnabile dai soggetti diretti destinatari o direttamente lesi dal medesimo, traducendosi, così, in una automatica lesione dello jus ad officium. Il TAR di Napoli, successivamente, entrando nel merito della questione, ha interpretato le disposizioni che disciplinano le modalità di comunicazione degli atti ai consiglieri comunali in vista dell'approvazione dei fondamentali documenti contabili dell'Ente.

In particolare, i giudici hanno sostenuto che la disposizione dell'articolo 227, comma 2, del decreto legislativo del 28 agosto 2000 n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), secondo cui la proposta di approvazione del consuntivo deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali entro 20 giorni dall'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto, e la cui violazione è stata reclamata dai ricorrenti, non risulta applicabile al bilancio previsionale, come nel caso in esame, bensì ai soli procedimenti di approvazione del conto consuntivo. Difatti, nel primo caso, trova, invece,applicazione l'art. 174 del medesimo decreto, che rimette al regolamento di contabilità del Comune la fissazione dei termini entro i quali lo schema di bilancio di previsione deve essere trasmesso per l'approvazione ai componenti del consiglio comunale e quello per eventuali emendamenti. In particolare, è stato riportato che il secondo comma prevede che: " Il regolamento di contabilità dell'ente prevede per tali adempimenti un congruo termine, nonché i termini entro i quali possono essere presentati da parte dei membri dell'organo consiliare emendamenti agli schemi di bilancio". Pertanto, l'Organo giudicante ha concluso che, nella fattispecie, la parte ricorrente non ha addotto né comprovato la violazione di tale regolamento di contabilità e, quindi, la censura non può trovare accoglimento.

TAR NAPOLI, SENTENZA N. 3374, 25 GIUGNO 2015.