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19-11-2013 SOCIETÀ PARTECIPATE: LA VERIFICA DEI CREDITI E DEI DEBITI VA ESTESA ANCHE ALLE INDIRETTE NON SOLAMENTE ALLE PARTECIPAZIONI DI PRIMO GRADO

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La Corte dei Conti per la Lombardia, nella Deliberazione 479 dell'11 novembre 2013, fornisce chiarimenti sui rapporti finanziari fra l'ente locale e le sue partecipate rispondendo ad un quesito relativo alla corretta interpretazione dell'art. 6, comma 4, del D.L. n. 95/2012 con particolare riferimento all'ambito applicativo della citata disposizione, sia sotto il profilo delle società coinvolte, che sotto quello dei rapporti finanziari da conciliare. La Corte chiarisce che: "A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, i Comuni e le Province allegano al rendiconto della gestione una nota informativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le società partecipate. La predetta nota, asseverata dai rispettivi organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e ne fornisce la motivazione; in tal caso il Comune o la Provincia adottano senza indugio, e comunque non oltre il termine dell'esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie".

Se le scritture contabili sono difformi da quelle societarie, l'ente deve adottare subito, e comunque non oltre il termine dell'esercizio in corso, i provvedimenti necessari per riconciliare debiti e crediti.

Nell'ottica di un sempre maggiore controllo sugli strumenti societari, spesso utilizzati per scopi poco nobili (elusione dei vincoli di finanza pubblica), la norma sopra riportata si pone l'obiettivo di arginare il disallineamento delle poste debitorie e creditorie che spesso si riscontra nei bilanci della partecipata e dell'ente pubblico socio. L'obiettivo, pertanto, è quello di offrire dati certi circa i rapporti finanziari tra l'ente pubblico e la partecipata; e di stimolare, se necessario, processi di correzione di eventuali discordanze. Se questa è la ratio dell'intervento normativo, è allora evidente che la latitudine oggettiva della norma non può essere limitata alle sole partecipazioni di primo grado, con esclusione di tutte le partecipazioni indirette ma deve comprendere anche i rapporti finanziari, economici e patrimoniali indiretti.

Tale soluzione, infine, appare l'unica in grado di offrire una rappresentazione trasparente e veritiera dei rapporti finanziari che l'ente pubblico intrattiene con soggetti societari partecipati".

CORTE DEI CONTI LOMBARDIA, DELIBERAZIONE 479, 11 NOVEMBRE 2013.